Via ai Giochi di Londra parte la corsa all'oro
di Paolo Carletti wROMA La fiamma olimpica arde nello stadio Olimpico a est di Londra davanti ai sessantamila fortunati presenti a Stratford, e a un miliardo, forse più, di telespettatori in ogni angolo del mondo. Una inaugurazione di coreografie spettacolari affidate al premio oscar Danny Boyle (il regista di Millionaire e Trainspotting), che in tre ore di spettacolo ha voluto ripercorrere la storia dell'«Isola delle meraviglie», così come è stata intitolata la cerimonia di apertura costata circa 35 milioni di euro. Così lo stadio ha preso la forma di una campagna inglese dove hanno sfilato i 16mila atleti, 15mila figuranti, ma anche 70 pecore, 12 cavalli, 10 polli, tre mucche, due capre, e infine cani e oche. E poi effetti speciali a gogo, elicotteri, auto, la musica degli anni 60, i Beatles, la London Simphony Orchestra. E i video a raccontare alcune delle tappe più importanti della storia che hanno fatto l'Inghilterra di oggi. E' uno scenario bucolico, made in England, con un palco di quindicimila metri quadrati su cui domina il verde. Una fattoria, poi anche un campo da cricket, centinaia di contadini che fanno loro la scena. Quindi Boyle pesca nel suo talento con il video che vuole mostrare il meglio di Londra. E dallo scenario green si passa al blu, il mare dell'isola, e poi al grigio, quello della rivoluzione industriale con le ciminiere che escono dal palco. E tanto spazio alla musica. D'altronde gli inglesi ne hanno in abbondanza da mostrare. Sottomarini gialli-Beatles, musiche di Mike Oldfield, Rolling Stones, Sex Pistols, Duran Duran, Queen. Un grande miscuglio di emozioni, suoni, luci. Con l'aspetto sociale tanto caro al regista, ben distante dai conservatori, dell'omaggio al servizio sanitario nazionale con centinaia di infermiere che si prendono cura di una folla di bambini, e gli operai che protestano per rappresentare la Grande Depressione. Poi i protagonisti. Le rappresentative nazionali che sfilano sulla pista di atletica davanti al pubblico entusiasta, migliaia di flash fotografici, i saluti, le bandiere dei Paesi del mondo. E l'Italia, con il tricolore tra le mani di Valentina Vezzali, seguita dagli altri 141 atleti azzurri e 34 tra dirigenti e tecnici guidati dal capomissione azzurro Raffele Pagnozzi. «E' l'orgoglio britannico, all'insegna della modestia e senza divagazioni politiche» ha commentato poco prima dell'inizio il regista Danny Boyle. «Il senso della cerimonia è rappresentare la storia britannica ma con senso di modestia, perché dobbiamo capire il nostro posto nel mondo, insieme agli altri. Solo valori genuini». Boyle ha voluto anche dedicare la cerimonia ai 15mila volontari che lo hanno portato in scena. Tutto questo davanti al mondo, e a una platea di personalità mondiali accorsi a Stratford. In tribuna il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, così come la Regina Elisabetta II e il premier David Cameron. 120 i capi di Stato e di governo, tra cui il premier russo Medvedev, la cancelliera tedesca Angela Merkel, mentre era assente Barack Obama, ma gli Usa erano rappresentati dalla first lady Michelle. Una festa cominciata fin dal mattino di una giornata che Londra non dimenticherà mai più. Il conto alla rovescia verso la cerimonia inaugurale della trentesima edizione dei Giochi è stato dato dai rintocchi del Big Ben alle 8,12 locali (9,12 in Italia), unendosi al coro di tutti i campanili del Regno Unito che hanno risuonato per 40 volte esattamente nello stesso momento. Le 8,12, cioè esattamente 12 ore prima dell'orario simbolico, le 20,12, del sorvolo sulla capitale e lo stadio Olimpico della pattuglia acrobatica della Raf. E nelle ore successive la Regina Elisabetta e il duca di Edimburgo hanno dato un ricevimento a Buckingam Palace al quale sono stati invitati tutti i capi di Stato presenti. Brindisi con un Blanc de Blancs Gusbourne Estate del Kent, e poi uova di quaglia, salmone e anatra affumicati. La Regina ha tenuto un breve discorso, sottolineando «lo spirito di fratellanza che è l'aspetto più importante dell'ideale olimpico», invitando i presenti «a essere orgogliosi delle nostre squadre». Poi il compito più importante per la Regina: dichiarare aperti i Giochi dal podio dello stadio Olimpico, dopo aver applaudito qualche ora prima l'arrivo della torcia olimpica sul Tamigi, trasportata sulla chiatta reale che guidò la flottiglia di mille barche per celebrare il Giubileo di Diamante di Elisabetta II. Protocollo rispettato in pieno di fronte a una città in fibrillazione (anche per la sicurezza) prima di una kermesse fatta di luci e colori, tanta musica e percussioni, personaggi celebri e figuranti, con al centro gli atleti di tutto il mondo. Dimenticate le gaffe dei giorni scorsi, almeno per una notte, si festeggia e si aspetta: oggi parte la corsa all'oro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA