Irpef a rischio aumento in otto regioni

di Vindice Lecis wROMA Con una mano dà, con l'altra toglie. Il governo concede 800 milioni alle Regioni per i propri Comuni, ma ne toglie 11 al fondo nazionale politiche sociali, assestando i tagli complessivi a 2 miliardi a regime per gli enti locali. La spending review - la revisione della spesa pubblica - procede la marcia in Commissione Bilancio del Senato assediata dalle proteste (ieri la serrata dei farmacisti) e dagli allarmi sociali. Fissato a 300 mila euro il tetto per la retribuzione dei manager d elle aziende partecipate dallo Stato. Un emendamento pdl autorizza le otto regioni in disavanzo sanitario a ritoccare l'Irpef dal prossimo anno. Comuni. I relatori del decreto in commissione Bilancio del Senato - Pichetto Fratin (Pdl) e Giarretta (Pd) - con un emendamento prevedono l'erogazione di 800 milioni alle Regioni che dovranno cederli ai Comuni dei rispettivi territori. Arriveranno sia alle Regioni a Statuto ordinario che alla Sicilia e alla Sardegna. In particolare la Sicilia è la regione nella quale confluiranno le maggiori risorse con 101.500 milioni; seguono la Lombardia (83,353 milioni) e la Sardegna (82,3 milioni). «Passo in avanti troppo timido» commenta la Fp-Cgil che chiede garanzie per il pagamento degli stipendi. Il governo ha anche deciso di ridurre a 11 milioni il finanziamento per il 2012 del Fondo nazionale politiche sociali. Un taglio drastico: lo stanziamento dello scorso anno era di 1 miliardo di euro per famiglie e persone disagiate. Irpef ritoccata. Le otto regioni in disavanzo sanitario (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) potranno anticipare dal 2014 al 2013 la maggiorazione dell'aliquota addizionale Irpef dallo 0,5% all'1,1%. Lo prevede un emendamento del Pdl presentato da tre senatori e approvato dalla commissione bilancio. Taglio alle intercettazioni.Nuova sforbiciata alle risorse: il risparmio previsto è di 25 milioni e non di 20 come previsto originariamente. Tetto ai manager. Approvato in commissione un emendamento della Lega che pone il tetto di 300 mila euro per la retribuzione a manager dipendenti delle aziende partecipate dallo Stato non quotate, Rai compresa, a partire dalle prossime nomine. Risparmiati. Slittano di sei mesi i tagli per la riduzione dei dirigenti e del personale dell'amministrazione civile dell'interno. Rinviato il ridimensionamento della pianta organica degli ufficiali di Carabinieri e Finanza e delle relative promozioni. Province. Con un miliardo e mezzo di taglio alle risorse in due anni i bilanci delle Province rischiano il dissesto e si configura reale il rischio di una forte mobilità per i dipendenti. Lo denuncia il presidente dell'Upi , Castiglione. Che ha ricordato come le scuole siano a rischio apertura: i tagli si sommano all'inesistenza di risorse stanziate dallo Stato negli ultimi sei anni. Farmacie. Almeno l'85% delle farmacie private ha aderito alla serrata di ieri, confermando la protesta nonostante un emendamento leggermente migliorativo. Con i tagli, ha commentato Federfarma, «si mettono a rischio i servizi nel territorio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA