Modolo: «Cavendish si può battere»

di Antonio Frigo Con quel nome un po' così, con quella faccia da pierino, comunque vada potrà dire di essere arrivato secondo a Londra alle spalle di Cavendish. E se Cavendish vincerà l'Olimpiade, l'equivoco reggerà alla grande. Sacha Modolo, insieme con Vincenzo Nibali, Luca Paolini, Marco Pinotti ed Elia Viviani (che dovrà disputare anche l'omnium su pista), sabato sarà in corsa per i cinque cerchi. Lo incontriamo mentre si allena sulle sue strade nel Trevigiano, alla vigilia della partenza per Londra. Domani proverà il circuito, che conosce già molto bene, avendo corso il London Test Event giusto un anno fa, classificandosi secondo allo sprint. Una toccata e fuga. E tutta la retorica sull'indimenticabile periodo al villaggio olimpico tra i miti di tutti gli sport? «Sarebbe bello starci di più, invece ci saremo il giorno prima, il giorno dopo e stop. Cercherò di riempirmi gli occhi». Ma tra i miti, qual è quello che vorrebbe incontrare? «Ho una passione per i 100 dell'atletica: una fucilata, il contrario della costruzione di uno sprint del ciclismo. Bolt mi piace tanto, anche perché è un po' sbruffone. Mi piacciono le persone con quel carattere». Tutti per Nibali e Nibali per tutti? «Se Nibali è uscito bene dal Tour, può far saltare il banco. E noi siamo lì per aiutarlo. Ma la composizione della squadra è variegata e ognuno potrà avere una chance». Ma se finisce un volata? «La volata a ranghi compatti è dura anche per noi. Meglio lo sprint di un gruppetto». Ma Cavendish è il favorito assoluto, no? «Non scommettete tutto su di lui. Io ho provato il circuito e dico che è selettivo. Non tanto per la salita, che pure si fa nove volte, ma perché la strada è stretta, ci passa appena un'ammiraglia. Lì basta forare nel finale di gara e puoi pure andare ad appendere la bici ai box: il cambio ruota arriva quando la corsa è già finita. A incognite di questo genere, bisogna aggiungerci un percorso si presta a fughe di gruppo e ad azioni personali nel finale. Insomma, nulla è scontato, meno che mai la volata finale». Ci vorrebbe un Bettini ancora in corsa. «E invece è in ammiraglia. Lui e Freire sono stati i miei miti: quanto mi piacciono i corridori che nel finale s'inventano qualcosa». Freire non ci sarà, Cavendish sì. È lui il favorito di tutti. «Ma non è l'unico. Dove mettete Sagan, ad esempio. E non dimenticate che Wiggins ha promesso qualcosa di speciale. E va come il vento. Ma se va lui, va anche Nibali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA