Le vedove di Monaco chiedono il silenzio
di Maurizio Di Giangiacomo A Londra rientra uno sciopero (quello annunciato per oggi dagli addetti alle frontiere) e ne viene annunciato subito un altro: è quello del personale della metropolitana, che da domani potrebbe attenersi strettamente ai regolamenti, mandando così in tilt la celeberrima "Tube". I contrattempi sul fronte trasporti – il più caldo anche secondo il Cio, che però ha ricevuto le rassicurazioni del Comitato organizzatore – continuano: ieri si è bloccata la teleferica che collega l'Arena 02 di Greenwich con il centro Excel e decine di persone sono rimaste per lunghi minuti sospese sul Tamigi. Sul fronte sicurezza, oltre ai 1.200 militari in più messi in campo dal governo, ieri sono entrati in azione anche i cani anti-esplosivo. Ma la grana che rischia di esplodere tra le mani del Locog e del Comitato olimpico internazionale non è legata né al traffico né alla sicurezza. Ad agitare i sogni di Sebastian Coe (presidente del comitato organizzatore dei Giochi) e Jacques Rogge (presidente del Cio) sono invece le vedove delle vittime della strage di Monaco 1972: assolutamente insoddisfatte del minuto di silenzio osservato nei giorni scorsi dal presidente del Cio all'interno del villaggio olimpico. Incassato il "no" di Rogge alla loro richiesta di un minuto di silenzio nel corso della cerimonia inaugurale, ora invitano il pubblico ad alzarsi in piedi in segno di protesta nel corso del discorso del presidente. «Non chiediamo alcuna iniziativa dimostrativa da parte degli atleti israeliani durante la sfilata, perché sappiamo che questo non è permesso», ha detto, nel corso di una conferenza stampa organizzata ieri nei pressi dello stadio olimpico Ankie Spitzer: suo marito Andri, allenatore della squadra di scherma, perse la vita assieme ad altri dieci atleti e tecnici israeliani sotto i colpi del commando di Settembre Nero. «Signor Rogge, lei ha lasciato vincere il terrorismo», ha rincarato la dose Ilana Romano, vedova del pesista Josef. Una brutta gatta da pelare per l'ex velista belga (che, come atleta, prese parte ai Giochi di Monaco) oggi alla guida del Comitato olimpico. Accogliere la richiesta delle vedove israeliane sarebbe facile, ma il rischio è quello di scatenare le proteste dei Paesi arabi. Da bravo politico, ha provato a "mediare" con la piccola cerimonia dei giorni scorsi, ma ad Ankie e Ilana non basta. E dopo l'annunciata, "rumorosissima" assenza della presidentessa argentina Cristina Kirchner – le Falkland bruciano ancora – per il Foreign Office ieri è scoppiata un'altra mini-grana: il vicepresidente della Duma nonché presidente del comitato olimpico russo, Aleksandr Zukov, ha denunciato con un tweet che il comitato organizzatore ha negato l'accredito al presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. «È nella lista delle persone al bando dai Paesi dell'Ue», ha replicato l'ambasciata britannica di Minsk, ma il clima non è certo quello da "cerimonia inaugurale più partecipata della storia" sventolato fino a qualche ora fa dal governo inglese. Un problema, però, il Comitato organizzatore e Danny Boyle – regista della cerimonia inaugurale di domani – l'hanno risolto: sono riusciti a trovare un ruolo per David Beckham. Voi riderete, ma prima sappiate che a difesa dello "Spice Boy" è sceso in campo addirittura Paul McCartney. «Beckham è un eroe nazionale – ha detto l'ex Beatles –. Mi sarei immaginato che sarebbe stato la prima scelta per la squadra di calcio, per tutto quello che ha fatto per portarci le Olimpiadi. Ma qualche idiota ha deciso altrimenti». Il ct britannico Stuart Pearce non si è scomposto. «Non importa se McCartney, la regina e ogni star di Hollywood dicono la loro. La squadra è stata scelta e quella è», ha detto un portavoce del tecnico. Sarà proprio McCartney a chiudere la cerimonia inaugurale, i cui dettagli sono già stati svelati su Twitter dai volontari presenti alle prove: sarà un musical ovviamente full brit, con la colonna sonora di Queen, Sex Pistols e David Bowie e citazioni shakespeariane, animato da pecore e cavalli, Alice nel Paese delle Meraviglie e James Bond. L'unico mistero è, ancora, il nome dell'ultimo tedoforo: dopo la principessa Anna, riprendono quota le azioni dei due litiganti Redgrave e Thompson. ©RIPRODUZIONE RISERVATA