Stradella, danni a edifici pubblici la tempesta costa mezzo milione

di Simona Bombonato w STRADELLA Mezzo milione di euro. In danni ai soli edifici pubblici è questo il prezzo della tromba d'aria a Stradella. L'elenco delle realtà comunali devastate dalla tempesta di ghiaccio e vento che si è abbattuta sull'Oltrepo est sabato sera ha compromesso undici strutture di proprietà comunale. «Per ogni edificio saranno redatte schede precise – spiega Gian Paolo Opizzi, referente comunale della protezione civile – Stiamo completando i sopralluoghi, ma l'ordine di grandezza del danno va dai 350mila a un più probabile 500mila euro». La furia dell'anticiclone Circe ha spazzato via le tegole dal tetto della casa di riposo in via Achilli, dove sono saltati anche gli impianti anti-incendio e anti-intrusione. Ce n'è anche per la piscina comunale (bar scoperchiato e allagato), la caserma dei carabinieri (danni al tetto e conseguenti infiltrazioni, senza contare gli alberi del cortile sradicati), il piazzale del palazzetto dello sport. Nell'elenco c'è anche il campo da tennis di fronte ai carabinieri e la scuola media Depretis: qui le raffiche di vento hanno mandato in frantumi tutte le vetrate lungo il corridoio al piano terra, scardidando in parte anche gli infissi. Non sono stati risparmiati nemmeno i cortili del nido e della materna di via Busco e via Pozzobonello. E nemmeno i cimiteri: al Bottini è volata via parte della copertura (sono 6mila metri quadri in tutto), mentre al campo santo confinante un grosso pino è rovinato contro la struttura. Poi c'è il palazzo comunale che ha pagato con le finestre andate in mille pezzi lungo il lato esposto a nord. Senza contare i semafori spaccati dalla grandine e i tombini che in questi giorni vanno liberati da foglie e detriti. «La gestione dell'emergenza vera e propria si è conclusa ieri l'altro, adesso siamo nella fase due – ha fatto il punto il sindaco Pierangelo Lombardi – Quanto all'entità dei danni siamo a una prima stima. Il paradosso però è che anche le spese per la gestione delle emergenze non sono avulse dal patto di stabilità». In altre parole, ha ripetuto Lombardi, «potremmo anche decidere di spostare risorse da un capitolo all'altro di spesa, ma non è detto si riesca così a rispettare il patto di stabilità, un paradosso». Il solito, contro cui Lombardi si è espresso solo l'altro giorno a Pavia, condividendo con la Provincia e tanti sindaci pavesi la manifestazione contro «i vincoli assurdi del patto di stabilità». Alle prese con la conta dei danni anche Portalbera. «Abbiamo avuto tre capannoni artigianali distrutti – ha precisato il sindaco Pierluigi Bruni – e almeno trecento pertiche tra mais e vigneti rase al suolo. Sul pubblico solo qualche allagamento all'asilo e alla sala polifunzionale». A Montù Beccaria è stata convocata la giunta per fare una prima valutazione. Il sindaco Amedeo Quaroni si è detto preoccupato: «Avevamo situazioni precarie a cui la tempesta ha dato il colpo di grazia. Tra queste il municipio».