I saldi non aiutano A Pavia il calo è del 20 per cento

PAVIA Non basta lo sconto per risollevare le sorti del commercio in città. I saldi sono iniziati da qualche settimana, ma il tanto sperato miglioramento delle vendite non c'è stato. Nessun boom e nessuna impennata dei consumi neppure con le vetrine che pubblicizzano riduzioni pesanti su scarpe e capi d'abbigliamento vari . Non va affatto bene l'estate in saldo 2012: sembra essere questo il pensiero ricorrente della maggior parte dei commercianti pavesi. «Siamo al 20 per cento in meno rispetto agli scorsi anni, – dice infatti abbastanza sconsolatoLuigi Pinelli, proprietario del negozio omonimo –. La gente ha meno soldi in tasca, compra solo se c'è davvero bisogno». «Rispetto allo scorso anno dobbiamo dire che un calo lo abbiamo visto, anche se qualcosa si è mosso – racconta Luana Buratti, responsabile della boutique Oltre –. Il primo sabato di sconti avevamo clienti che spingevano per entrare, ora queste scene non si vedono più». Molti i negozianti che sono partiti scontando di oltre metà prezzo la merce in vetrina, cercando in questo modo di invogliare maggiormente i clienti, non molto interessati ai capi in saldo del 20 o 30 per cento. C'è chi sfida la contrazione dei consumi con il super saldo.«Non ci possiamo lamentare, siamo in pareggio con lo scorso anno – spiegano Stefania La Cognata e Valeria Praticò, di Almaplena –, siamo partite però subito con ribassi del 50 per cento». Oltre alla crisi molto sentito è il problema parcheggi. «Gli incassi rispetto al passato sono diminuiti – dice Romina De Francesco del negozio Marlboro Classics –. Però si potrebbe invogliare la gente cercando almeno in estate di non far pagare i biglietti delle aree di sosta, perché questo è un fattore limitante soprattutto in questo periodo». «È dall'inizio dell'anno che c'è una perdita continua del 10 per cento sugli incassi ed è un andamento che non cambia – racconta Fabio Liva del negozio Lacoste –. Bisogna cercare iniziative per portare la gente in città, anche i prezzi dei parcheggi vanno rivisti, altrimenti non so come andrà a finire». Alessandro Montagna