La torre cerca sponsor Progetto da 100mila euro
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA La Torre Civica cerca sponsor. Costerà 100mila euro l'intervento che trasformerà il moncone di mattoni in un ologramma fatto di luce, acqua e specchi. E alcuni privati sarebbero già disposti a legare il proprio nome alla riqualificazione dell'angolo di piazza Duomo sfregiato dal drammatico crollo del 1989. Un mosaico di finanziatori che il sindaco Alessandro Cattaneo sta componendo proprio in questi giorni. «Vorremmo poter dare l'annuncio appena dopo l'estate – dice –. Stiamo formalizzando accordi con privati e fondazioni per sostenere il progetto di recupero». L'idea è quella proposta dall'architetto genovese Angelo Del Vecchio, che ha vinto il concorso lanciato dal Comune circa due anni fa, e che vorrebbe dare un contenuto quasi onirico a ciò che resta della torre: un gioco di acqua e riflessi che di notte proietta l'immagine del manufatto antico creando un senso di verticalità. «Riteniamo sia necessario lavorare in stretta sinergia con la Fabbriceria del Duomo per dare omogeneità all'intervento e riallacciare i legami interrotti tra torre e cattedrale – dice Cattaneo –. Quindi dovremo presto confrontarci tutti insieme sul progetto». I ruderi della torre dovranno essere ripuliti, messi in sicurezza. Che fosse necessario intervenire con urgenza per impedire un nuovo collasso strutturale l'aveva del resto ribadito di recente anche Pavia Monumentale. «Si sta sgretolando – aveva ammonito il presidente Gianfranco De Paoli – Si notano cedimenti all'altezza della finestrella romanica». Sollecitazioni in questo senso erano arrivate al sindaco anche dalla Consulta delle associazioni culturali di Pavia. Di ricostruire, ri-immaginare, ripensare la Torre Civica ad ogni modo si è cominciato a parlare da subito, nei giorni immediatamente successivi al crollo nel quale persero la vita quattro persone. Pavia per anni si è divisa sull'opportunità di rimettere in piedi uno dei suoi simboli. E alla corrente dei sostenitori di una ricostruzione "com'era e dov'era", oltre a Pavia Monumentale, si era unito anche il critico d'arte Vittorio Sgarbi che aveva anche fatto un'incursione a Pavia portando l'esempio del campanile di San Marco a Venezia, crollato all'inizio del 1900 e ricostruito integralmente.