Allarme spread, Passera: la Ue si muova

di Vindice Lecis wROMA Piazza Affari al tappeto (-2,71%), spread tornato ai livelli pre-Monti (537,2 punti base). E, persino, un giallo sulla nota congiunta Roma-Parigi-Madrid diffusa dalla Spagna ma smentita da Italia e Francia. In una giornata carica di tensione, seguita al lunedì nero, il governo italiano è tornato ad insistere - lo ha fatto col ministro Passera - perché l'Europa dia finalmente un segnale forte contro lo spread. Prima che la casa bruci, come ha aggiunto il leader del Pd Bersani. Il giallo della nota congiunta ha avuto origine da una notizia diffusa dal ministero degli Esteri spagnolo nel riferire i risultati di una riunione tenutasi a Bruxelles. In quella sede i governi di Madrid, Roma e Parigi avrebbero deciso di rompere gli indugi e sollecitare con una certa energia il rispetto degli accordi raggiunti nel vertice europeo di fine giugno. Tre ministri avrebbero redatto una nota per intimare alla Germania di non perdere altro tempo. Ma, prima Parigi poi Roma hanno negato l'esistenza del documento. «E' un'informazione falsa» ha dichiarato il ministro francese agli Affari europei, Cazeneuve. Il governo italiano ha espresso «stupore» e spiegato che della pretesa dichiarazione congiunta «non è al corrente». Nella riunione del Consiglio affari generali - alla quale per l'Italia ha preso parte il ministro Enzo Moavero - durante la discussione, secondo alcune ricostruzioni, gli interventi di molti ministri, e fra questi l'italiano, lo spagnolo e il francese, si sono concentrati sulla necessità di agire in tempi rapidi con le decisioni sancite in quell'occasione. Vale a dire il patto per la crescita e l'occupazione e l'Unione bancaria anzitutto. Il resoconto della riunione è stato diffuso dal governo spagnolo sul suo sito nel quale si legge di «applicazione immediata» degli accordi perché «la rapidità è una condizione essenziale del successo di tutte le azioni europee». La sorpresa è che però una dichiarazione congiunta dello stesso tenore, cioè che chiede la «veloce applicazione delle decisioni del Consiglio Ue del 29 giugno» è arrivata in serata da parte dei ministri dell'economia tedesco e spagnolo, Schaeuble e de Guindos. Prima era stato il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera a chiedere un segnale immediato per arrestare la corsa dello spread: «Lo deve dare l'Europa ed è ora che lo dia». Ha ragione, gli ha fatto eco il parlamentare del Pd Francesco Boccia «ma forse con uno sforzo in più il ministro dovrebbe anche dire cosa chiediamo di fare all'Europa». Proprio lunedì Monti aveva spiegato che lo spread non dipende dal governo ma dai dubbi sullo scudo europeo. ha chiesto di fare presto alla Bce anche il segretario del Pd Bersani: «Non credo che faremo molte vacanze. E' indubbio che c'è un attacco all'euro ed è evidente che bisogna accelerare sullo scudo salva-spread, comunicato o no, la sostanza non cambia. Se la casa brucerà non vedo altro intervento che quello della Bce. Se lo scudo non va in funzione in tempi rapidi, Bce deve far fino in fondo la sua parte». Il governo, come ha ricordato Monti nei giorni scorsi, è dunque «in guerra». Ha di fronte la crescita del debito e lo spread implacabile, ma anche la necessità di riprendere in mano il pallino dello sviluppo (non solo il rigore) e di reinventarsi una politica industriale che manca all'Italia (il caso Fiat è emblematico). Monti teme anche la possibilità di dover rimettere mano a provvedimenti d'emergenza. Per questo oggi incontrerà separatamente i segretari di Pd e Pdl: vedrà Bersani di mattina e Alfano nel pomeriggio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA