Commercio, fuga da via Emilia
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Fuga da via Emilia. C'è chi chiude per trasferirsi in Strada Nuova a Pavia, come l'emporio di abbigliamento Sunshine all'angolo con via San Lorenzo. Chi chiude e basta, come l'ex Bottazzi, storica sala da the vogherese, all'angolo con via Scarabelli, che potrebbe riaprire, si dice, nelle vesti assolutamente inedite ma più modaiole di un ristorante giapponese. Segnali inquietanti di crisi dall'ultima roccaforte del commercio cittadino, stretto nell'assedio della grande distribuzione. Saracinesche abbassate e locali sfitti non sono più l'eccezione, ma quasi la regola anche nella «Montenapo» vogherese dove la corsa alla vetrina di lusso è ormai un ricordo dei tempi belli. Segnali che non sono certo sfuggiti alle associazioni di categoria. «Ci sono, in effetti, difficoltà crescenti per diversi associati, mentre aumentano le domande per accedere a prestiti e finanziamenti – sottolinea Paolo Rainelli, segretario Ascom – Oltre alla recessione economica, che è il fattore principale, ne pesano anche altri, come l'aumento dei costi di affitti e personale, e ovviamente anche la concorrenza dei supermercati». Tra le richieste subito sottoposte all'attenzione dell'avvocato Gianni Di Valentino, neo-assessore comunale al commercio, da parte di Graziano Tagliavini, presidente di Acol, l'associazione del commercio fisso e ambulante affiliata agli artigiani, c'è proprio lo stop alla grande distribuzione. Sul come contrastare l'avanzata degli iper, con un Pgt fresco di prima approvazione che prevede ulteriore espansione commerciale, fino alla saturazione, sull'asse di via Piacenza, sussiste però più di un dubbio. Di Valentino questa mattina incontrerà anche una delegazione dell'Ascom, nell'ambito del giro di consultazioni avviato dopo la staffetta con il collega vicesindaco Fiocchi (ora ai Servizi sociali) e la nuova delega, e probabilmente si sentirà ripetere l'appello a fermare i supermercati, con toni diversi, forse, ma dalla sostanza identica. Se il commercio a Voghera soffre, la stessa Ascom si consola con l'incremento complessivo del numero di associati per Voghera e zona (comprendente anche la valle Staffora fino a Varzi). Ora sono a quota 480, circa il 15% in più rispetto allo scorso anno. «Le ragioni? I servizi offerti, con i corsi di formazione professionale e le diverse consulenze – risponde Rainelli – poi la possibilità, decisiva nel rapporto con le banche, di ottenere garanzie accessorie sui prestiti attraverso la cooperativa fidi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA