Il litigio con il suo maestro per lo studio
L'allievo e il maestro. Insieme per trent'anni in sala operatoria al San Matteo. Oggi non si rivolgono neppure la parola. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata una discussione sull'utilizzo dello studio in ospedale che per decenni è stato occupato da Mario Viganò, ai Reparti Speciali (nella foto). Quando il passaggio di consegne a Minzioni sembrava ormai cosa fatta l'allora direttore generale Caltagirone aveva convocato i due cardiochirurghi per definire l'organizzazione futura. «In quell'occasione il professor Viganò, alla mia richiesta di occupare l'ufficio della direzione, anche per una questione di opportunità e di immagine nei confronti del resto dell'équipe, ha mostrato di non gradire affatto l'idea, abbandonando improvvisamente il colloquio, andando via stizzito e sbattendo la porta – racconta Minzioni –. Con un atteggiamento che non saprei a cosa addebitare se non a un pretesto per impedire la mia presa di servizio». Poi Minzioni avrebbe più volte tentato di contattare Viganò spiegandogli che «occupare l'ufficio non sarebbe stato così determinante». Ma non è mai riuscito a parlargli. «Non voglio parlarne. Da quella volta in cui il professore se ne è andato sbattendo la porta non si sono più incontrati. «Non voglio parlarne – liquida l'argomento Mario Viganò che ora è in pensione ma ha un contratto per insegnare gratis l'uso del robot Da Vinci a due medici ospedalieri –. E comunque Minzioni non ha alcun titolo per scrivere i colleghi, non è più nell'università. Ad ogni modo non c'è stato alcuno screzio. Il collega racconta bugie. Mi sembra stia piuttosto cercando un alibi».