Maugeri, Passerino dai magistrati

PAVIA I magistrati milanesi alla fine hanno saputo quello che volevano sapere. Ma per Costantino Passerino, l'ex direttore amministrativo della Maugeri indagato nell'ambito dell'inchiesta sul presunto buco da 70 milioni di euro nelle casse della Fondazione, gli interrogatori non sono ancora finiti. Nonostante pochi giorni fa gli siano stati concessi gli arresti domiciliari, proprio per la sua collaborazione con i magistrati. E per il rientro, da quanto risulta, di due milioni di euro dalla Svizzera. Condizione che era stata imposta dai magistrati per il parere favorevole alla concessione di una misura alternativa al carcere. Ieri pomeriggio il manager è stato risentito dai pm milanesi negli uffici della procura di piazza Umanitaria a Milano. I verbali sono stati ancora una volta secretati, anche se, da quanto risulta, a Passerino sarebbe stato chiesto di chiarire alcuni passaggi sui flussi di denaro dalla Fondazione, passati attraverso società estere e conti correnti di cui l'ex direttore amministrativo e l'ex presidente della Fondazione, Umberto Maugeri, sarebbero stati i beneficiari. La tesi della Procura di Milano è che parte dei 70 milioni di euro di fondi neri (almeno 11 milioni, per i magistrati) siano rientrati nella disponibilità degli amministratori della Maugeri attraverso un giro complesso di società. A Passerino sono state congelate azioni per quasi un milione di euro, alcune auto di lusso e depositi bancari. Ma anche il 50 per cento delle quote di alcune società immobiliari. Una, in particolare, risulta proprietaria della casa di Pavia, dove Passerino si trova ora ai domiciliari. (m. fio.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA