Post laurea puntando al lavoro
PAVIA Tavolini circondati da studenti e docenti: i «salottini» delle facoltà per un confronto diretto sono la novità di «Porte aperte +». Quel «più» sta per il target della manifestazione che si è svolta ieri in università: chi ha già una laurea triennale e deve districarsi tra lauree magistrali, master, tirocinii, specializzazioni. Il pensiero degli studenti? Scegliere il percorso giusto che porti a un lavoro. Alcune centinaia di giovani laureati hanno girato al mattino e al pomeriggio tra i cortili dell'ateneo. «Quasi il 70 per cento proveniva da fuori regione, dalle grandi università romane, da Bologna, Firenze e dalle università milanesi», spiegano dall'università. L'evento ha seguito di un giorno «Porte aperte» rivolto alle future matricole: hanno partecipato in 1500. Tanti ieri mattina giravano con la guida di Censis-Repubblica in una mano e la tazza porta caffè con il logo dell'ateneo nell'altra. «Io mi sto laureando in biologia alla Sapienza di Roma – spiega Martina Parisella – che è 30esima nella guida di Repubblica. Anche per questo mi sono convinta a venire a Pavia». Ad ascoltare la presentazione dei bienni di specializzazione c'è anche Monica Celano, anche lei ha scelto biologia ma studia già a Pavia. Come si scegli la specializzazione? «Io sono indecisa tra il percorso nutrizionale e la neurobiologia – spiega – ma penso che il primo potrebbe darmi più possibilità di lavoro». Tra gli stand si vedono soprattutto ragazze. E anche qualche mamma. «Succede spesso – commenta Mirko Volpi, docente del corso di Comunicazione innovazione e multimedialità (Cim) – e la domanda ricorrente è sugli sbocchi professionali». C'è chi arriva già con le idee chiare e vuole solo una conferma, e chi invece deve ancora decidere il percorso per il futuro. «Io accetterei qualsiasi lavoro. Per il mio percorso bisogna aspettare i concorsi negli ospedali, quindi nel frattempo studio», spiega Silvia Molina, neo laureata a Torino. Ha finito il corso in tecniche di laboratorio biomedico, una delle triennali delle professioni sanitarie. «Vorrei fare la specializzazione in biologia e a Torino non si può», spiega. E sta valutando Pavia. Come Alessandra Marolda che ha frequentato biologia a Napoli. «Vorrei specializzarmi nell'ambito biomedico – spiega – che a Napoli non c'è. A Pavia gli esami mi sembrano interessanti, mi piace il percorso proposto». E la città? «Sono stupida – dice – la immaginavo più spenta e mi sono ricreduta». Sarà l'effetto «Porte aperte». C'è il sole nei cortili dell'ateneo, le sedie verdi attorno ai tavolini, i docenti che tengono lezioni-presentazioni all'aperto. (ma.br.) SUL NOSTRO SITO LA FOTOGALLERY www.laprovinciapavese.it