Stop al centro diurno Proteste a Gropello «Regione insensibile»
GROPELLO E' cominciato ieri lo sgombero definitivo del Centro Diurno Integrato per anziani «La Corte» e si inseguono le polemiche tra i protagonisti coinvolti nei tentativi di salvare quella che era stata definita come un'importante opportunità per la zona. «Non ho più avuto alcuna risposta da parte dei consiglieri regionali che lo scorso dicembre hanno partecipato alla riunione organizzata dal sindaco di Gropello – attacca Dario Balzamo, coordinatore del centro – sembra che volessero solo mettersi in vista facendo capire che si sarebbero impegnati per far arrivare la nostra voce in regione e invece non ho ricevuto mai risposta alle mie telefonate». Tra i motivi che hanno costretto la coop a chiudere il centro dopo neanche un paio di anni di attività, peraltro portata avanti con un riscontro molto positivo da parte delle famiglie degli ospiti, la mancata partecipazione dell'Asl per i pagamenti delle quote individuali giornaliere: «Dopo l'accreditamento per il quale abbiamo dovuto impegnarci moltissimo, l'Asl avrebbe dovuto corrisponderci per ogni persona che frequentava il centro la quota di 29,60 euro al giorno e siamo andati avanti senza per quasi due anni – spiega Balzamo – purtroppo però noi siamo una coop sociale e non un'azienda con profitti e guadagni da investire, abbiamo dovuto chiudere spostando il personale e lasciando in aspettativa non retribuita due persone». Consiglieri regionali assenti? Giuseppe Villani replica «Personalmente non credo che il signor Balzamo si riferisca a me, ho fatto il possibile per far accreditare il centro e per farlo restare aperto – dichiara il consigliere regionale – la responsabilità riguarda interamente Regione , nei confronti dei quali sono critico così come gli amministratori locali e i gestori del centro, è tutta colpa dei i tagli che ci sono stati sulle questioni sociali e di sanità». A confermare la situazione è lo stesso sindaco di Gropello: «Ci spiace davvero per come è andata a finire – dice Giuseppe Chiari - sono state fatte delle promesse che non sono state mantenute già al momento dell'apertura nel 2010, oltre all'accreditamento doveva arrivare anche il finanziamento». All'interno del Centro Diurno venivano ospitati 23 anziani in alcuni casi con disabilità che andavano a ricoprire quasi per intero la disponibilità del centro: le famiglie hanno dovuto risolvere la situazione gestendo autonomamente i propri cari oppure spostandoli negli altri centri della stessa gestione a Marcignago e Pavia. (m.p.b.)