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PAVIA Oggi intitoliamo la via a Falcone e Borsellino nIl 19 luglio ricorre il ventesimo anniversario della strage di Via D'Amelio in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Soltanto 57 giorni prima un'altra strage, quella di Capaci, aveva portato via il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Persone tutte che avevano un altissimo senso della Giustizia e delle Istituzioni, che sapevano di rischiare la vita ogni giorno e che la vita onoravano ogni giorno semplicemente facendo il loro lavoro. In quei mesi di stragi del 1992 io ero una giovane laureanda in giurisprudenza e ricordo ancora il convegno a cui Falcone partecipò presso l'Università di Pavia dieci giorni prima di morire in qualità di direttore degli Affari Penali del ministero della Giustizia. Aveva illustrato il funzionamento di quelle che avrebbero dovuto essere le Procure distrettuali e la Procura nazionale antimafia, le sue intuizioni, che non tutti avevano immediatamente capito, ma grazie alle quali si crearono strutture giudiziarie e investigative capaci di contrastare con una visione ampia e coordinata ogni fenomeno di criminalità organizzata di tipo mafioso. Per ricordare l'impegno civile dei magistrati Falcone e Borsellino e a testimonianza di una tragedia che ha colpito un intero popolo, oggi verrà intitolata a loro una via della nostra città. Si tratta di quella posta in zona Stazione, tra l'incrocio di viale Vittorio Emanuele II, via Trieste e piazza Stazione. Cristina Niutta assessore ai Servizi civici, Pavia il ricordo Caro Franz, mai più un caffè così buono n«Non ti interesserebbe venire a lavorare con me? Guarda che però posso pagarti poco». Altro che incontri estenuanti con i responsabili delle human resources: il colloquio per la mia "assunzione" alla redazione di Pavia del Giorno nel 1976 – assunzione con virgolette in quanto molto, molto precaria - avvenne nel bar in corso Mazzini davanti a un caffè con quello che sarebbe stato il mio nuovo capo, Franz Prato. Al primo piano del palazzo c'erano gli uffici: due stanze, due scrivanie con macchine per scrivere, un solo telefono, riscaldamento autonomo (stufa a metano da accendere ogni mattina) ma, soprattutto, il posto più bello al mondo per un ragazzo che stava iniziando a fare il giornalista. Anche l'ambiente, ripensandoci, ha sempre rispecchiato il Franz austero, pragmatico, estremamente professionale. E capace di riprenderti sugli errori dandoti però subito la soluzione per risolverli ed evitarli in futuro.Una vera scuola di giornalismo, un passaggio fondamentale anche di umiltà per chi era alle prime armi e non doveva avere paura di sbagliare. Valori che purtroppo stanno evaporando, ma non in chi ha avuto il privilegio di lavorare con colleghi come Prato. Sai Franz, un caffè così buono come quel giorno non l'ho mai più bevuto. Massimo Esposti Redattore Capo centrale Sole 24 Ore garlasco Via le panchine ma non il volume nComplimenti! Per eliminare il problema causato da ragazzi maleducati (oltre tutto a poche decine di metri dalla sede della Polizia locale), si sono eliminate le panchine. Del resto è risaputo che, per eliminare un problema, basta eliminare l'oggetto in questione: ad esempio, per eliminare i furti d'auto, possiamo eliminare le auto. Speriamo che la stessa autorevole fermezza venga mostrata per risolvere il problema degli schiamazzi dei sabato sera d'estate, che vengono fatti passare per musica. Il bello è che tanti si lamentano, parlando fra di loro (tranne, ovviamente, coloro che abitano in periferia, i quali sostengono che bisogna avere pazienza), ma pochi si prendono la briga di presentare rimostranze ufficiali, e così quei pochi che lo fanno vengono tacciati di essere quelli "che non gli va mai bene niente" o "che fanno storie" (espressioni testuali), insomma di essere quelli che non capiscono le sacrosante esigenze dei giovani. Perchè, come è risaputo, più alto è il volume, maggiore è il divertimento. Anna Ajmo copiano L'Unione si è sciolta all'unanimità nRispetto agli articoli che sono stati pubblicati sullo scioglimento dell'Unione dei Comuni del Basso Pavese, mi preme sottolineare che la delibera di scioglimento sottoposta dall'Unione stessa e poi approvata dai vari Consigli comunali dei Comuni aderenti (Copiano, Villanterio, Albuzzano, Magherno, Vistarino, Inverno e Monteleone, Genzone e Torre d'Arese) recita testualmente: "l'Unione dei Comuni del Basso Pavese presenta alcune criticità, legate alla piccola dimensione degli Enti, al fatto che il personale risulta addetto a più servizi e per l'impossibilità di assumere altro personale, stante le forti limitazioni della normativa, tali da non portare a risultati di economicità e di efficienza nella gestione dei servizi". Premesso questo, ribadisco che poi ci possono essere state difformità di vedute rispetto ad alcune decisioni da prendere, ma poi è pur vero che tutti si è preso atto di una gestione che non portava, per diversi motivi, a risultati efficienti, per cui si è deciso, all'unanimità, di sciogliere l'Unione. Degli otto Comuni che ne fanno parte vedremo quanti sapranno far tesoro di quanto lascerà l'Unione: mi riferisco ad esempio a ciò che di buono è stato fatto in campo di Protezione Civile e Servizi Sociali, un patrimonio enorme da non disperdere e salvaguardare; qualcuno manifesta buone intenzioni, poi però si devono giudicare i risultati. Da parte mia ribadisco che agirò sempre ponderando al meglio ogni scelta possibile, affinché Copiano abbia i servizi migliori, con efficienza ed economicità di gestione, senza scatti in avanti e privilegiando ogni forma di confronto e aggregazione con i Comuni limitrofi e sempre con la sovranità del Consiglio comunale nel rispetto delle leggi vigenti. Andrea Itraloni sindaco di Copiano cura carpignano Subito la verità sulla Fondazione Ada nAlla luce di quanto sta accadendo alla Fondazione Ada di Cura Carpignano, noi capigruppo delle opposizioni consiliari esprimiamo sgomento e preoccupazione. Non possiamo esprimerci a pieno su quanto è accaduto effettivamente dentro la scuola perché siamo stati avvisati solo a cose avvenute e alcune notizie, nonostante le richieste fatte al sindaco, le abbiamo apprese dai genitori e dalla stampa. La nostra sensazione, condivisa peraltro da alcuni genitori interessati, è che la vicenda non è stata e non è gestita in modo trasparente soprattutto nei confronti dei genitori stessi. Se è vero che i primi episodi risalgono a gennaio 2011, perché non sono stati presi provvedimenti per tempo? Perché non sono state avvisate le forze dell'ordine al fine di avviare un'indagine? Perché non sono stati resi partecipi i genitori di quanto stava accadendo? Ci chiediamo se la vicenda non poteva essere gestita con le tempistiche corrette, in modo da tutelare al meglio i bambini che in questa situazione sono le uniche sole vittime. Infine ci auspichiamo che la vicenda si possa chiudere in tempi brevi per riportare tranquillità attorno alla scuola ed ai bambini affinchè il nuovo anno scolastico possa iniziare nel migliore dei modi . Paolo Dolcini, Luca Tronconi sanita' Sugli infermieri bisogna investire nLe recenti misure sul contenimento della spesa pubblica, che tante levate di scudi stanno scatenando, impongono anche al nostro collegio Ipasvi un'analisi razionale, non dettata dalla 'pancia'. La nostra esigenza non è certo quella di mantenere in vita il piccolo ospedale, se esso può essere realmente riconvertito in casa di degenza, in struttura di riferimento sul territorio per la popolazione, soprattutto anziana. L'errore che non va commesso è piuttosto quello di non investire sulla professione infermieristica per il rilancio e la razionalizzazione del Sistema sanitario nazionale. Per gli infermieri i numeri sono importanti, come per il governo. E i numeri dicono che i nostri colleghi negli ospedali e sul territorio sono ancora troppo pochi, a dispetto delle rigide politiche di blocco delle assunzioni o del meccanismo del turn over. Non si può lesinare sulla presenza degli infermieri nel Ssn: ne va dell'assistenza al cittadino. Inoltre, non deve passare sotto silenzio l'ennesimo tentativo di sottrarre la formazione accademica degli infermieri agli infermieri stessi. Noi non miriamo a dei 'mini-medici' formati da medici e soprattutto non intendiamo scontare il fatto di essere una professione ancora 'giovane' dal punto di vista universitario e per questo teorico oggetto di eventuali ridimensionamenti. E anche da questo punto di vista, ci batteremo perchè la partita delle competenze che si sta giocando sul tavolo tecnico Stato-Regioni veda tale sviluppo orientarsi nella direzione della specializzazioni infermieristiche. Enrico Frisone presidente Collegio Ipasvi Pavia