Fmi: dubbi sulla sopravvivenza dell'euro
di Andrea Di Stefano wMILANO «La relazione negativa tra gli Stati, le banche e l'economia reale sono più forti che mai. E nonostante le azioni intraprese, i mercati finanziari restano sotto grande pressione, sollevando dubbi sulla stessa sopravvivenza dell'eurozona». Il giudizio lapidario è contenuto nel rapporto del Fondo monetario internazionale dedicato a Eurolandia a conferma che l'allarme internazionale per l'indecisione continua dei vertici europei sta diventando altissimo. Dopo il governatore della Fed, che vede l'Europa lontana dal trovare una soluzione di lungo termine ai suoi problemi e quindi teme volatilità fino a quando un accordo non sarà raggiunto, sono stati il Fmi e la cancelliera Angela Merkel a preparare nel mondo più teso possibile l'ennesimo vertice dell'Eurogruppo di domani. Il messaggio del Fmi è che la Bce «può fornire ulteriori difese contro l'escalation della crisi» a cominciare da un programma di quantitative easing trasparente comprensivo di «forti» acquisti di debito sovrano. Gli economisti di Washington sono scesi più nel dettaglio intervenendo nel merito degli strumenti a disposizione della Banca centrale europea il cui uso, in realtà, è al centro del dibattito politico europeo per la nota posizione della Bundesbank contro qualsiasi intervento predeterminato. E' quanto ha indirettamente ribadito ieri proprio la cancelliera: «Non abbiamo ancora organizzato il progetto europeo in modo da essere sicuri che funzionerà e funzionerà bene - ha detto la Merkel - Questo significa che dobbiamo continuare a lavorarci. Abbiamo molto da fare, ma sono ottimista che avremo successo». La cancelliera ha ribadito che i suoi principi ispiratori sono che «non c'è solidarietà senza sforzi corrispondenti» e «nessuna garanzia senza controllo». La Merkel ha ovviamente mandato nuovi messaggi di avvertimento ai partner in vista della riunione di domani che dovrebbe dare il via libera ai 30 miliardi di aiuti alla Spagna e chiarire un po' meglio l'ormai fantomatico scudo anti-spread. Il ministro Vittorio Grilli ha cercato di tranquillizzare: «Non c'è una dimensione assoluta, definita sufficiente o insufficiente per il fondo Esm e non preoccupa che non sia operativo da luglio», ha detto il ministro aggiungendo che è «ottimista» sulle ratifiche: «Le pause dovute a discussioni o alte corti non credo siano motivo di allarme». Ovviamente le affermazioni di Grilli non sono state sufficienti a placare le tensioni sui titoli di Stato: lo spread BTp-Bund ha chiuso in rialzo a 487 punti, rispetto ai 481 punti della precedente chiusura mentre il differenziale sui Bonos spagnoli si è attestato a 573 punti. Meglio, invece, le Borse che hanno chiuso con rialzi anche consistenti: Parigi a +1,84% seguita da Francoforte (+1,62%) e Londra (+1,01%). Milano è stata una delle piazze meno frizzanti con il Ftse Mib che ha guadagnato lo 0,43% seguita dallo 0,2% di Madrid. Per l'Italia la ricetta del Fmi è carica di elementi di preoccupazione: è indispensabile «Tagliare le spese» per trovare le risorse necessarie a «ridurre le tasse e distribuire la correzione dei conti in modo più equo». Il Fondo raccomanda all'Italia anche di «costruire un cuscinetto, porsi come obiettivo un surplus strutturale complessivo pari all'1% del Pil come ancora per la nuova regola» del pareggio di bilancio in costituzione. Tra le riforme, il Fondo chiede interventi su energia, servizi pubblici locali e ordini professionali per «ridurre il costo del fare impresa e aumentare la concorrenza». Per il settore bancario, il Fondo invita a un ulteriore rafforzamento del capitale e dei cuscinetti di liquidità soprattutto per le banche di minori dimensioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA