Foto e dipinti, la natura allo specchio
PAVIA Quadri e fotografie a confronto su soggetti che raccontano la natura e i luoghi pavesi. Sono oltre un centinaio le opere, tra dipinti e fotografie, scelte nei depositi e nell'Archivio storico fotografico dei Musei Civici di Pavia, per raccontare il volto di Pavia e del suo territorio attraverso l'obiettivo e il pennello dei suoi artisti. Foto e dipinti che compongono la mostra "Paesaggi in quadro", la cui inaugurazione è prevista venerdi 20 luglio alle 18, mostra che resterà aperta dal 21 luglio al 19 agosto. Il confronto tra pittura e fotografia emerge dalla selezione di immagini proposta dai Musei Civici di Pavia, in grado di documentare e interpretare il paesaggio della città, del fiume, dei campi, dai primissimi anni del Novecento fino all'inizio del XXI secolo. Pur rivelando le specificità dei diversi linguaggi espressivi, le immagini dipinte e quelle fotografiche dimostrano tangenze e influssi reciproci. Colpisce la stretta vicinanza di alcune vedute, che possono far pensare ad una attività condotta da pittore e fotografo in sintonia. I dipinti e le immagini "scritte con la luce" documentano la fortuna del paesaggio nel corso del Novecento, dopo l'affermazione nel secondo Ottocento, e consentono di scoprire i mille volti della città e del suo territorio, rivelando inattesi confronti e testimoniando i cambiamenti del tessuto urbano e della natura circostante fino ai nostri giorni. Un filo rosso corre tra le ricerche fotografiche dei fratelli Giuseppe e Luigi Nazzari (attivi a Pavia dal 1897 al 1948) e il paesaggismo di gusto post-impressionista interpretato negli stessi anni dai pittori Erminio Rossi, Romeo Borgognoni, Antonio Oberto, che avevano idealmente ereditato il testimone dal borghigiano Ezechiele Acerbi. Si deve poi a Giorgio Kienerk, artista toscano di formazione macchiaiola, direttore della Scuola di Pittura di Pavia dal 1905 al 1934, un nuovo impulso verso ricerche pittoriche en plein air che ha stimolato la generazione di artisti più giovani, tra cui Riccardo Viriglio, Alfredo Beolchini, Gino Buresch, Adolfo Mognaschi, animatori dal 1922 del sodalizio dei "Giovanissimi", che intendevano rinnovare la tradizione del paesaggio lombardo secondo una formula nuova. I dipinti dimostrano interessanti tangenze con le inquadrature di un altro celebre fotografo pavese, Guglielmo Chiolini, che nel 1926 si era associato a Davide Turconi nell'impresa commerciale della Bottega di Fotografia. Specialmente attratto dal paesaggio, dalle acque e dai cieli, colti con reale sensibilità d'artista, Chiolini si è dedicato in modo quasi esclusivo a questi soggetti. Lo sguardo sul paesaggio si prolunga e muta, trovando altri interpreti negli artisti Enzo Zanotti, Rita Valli, Alfonso Marabelli. Sul fronte della fotografia, negli anni Duemila gli scatti di Giovanni Giovannetti, Antonio Manidi, Elisa Moretti, Pierino Sacchi consentono di proiettare le immagini del secolo passato nel nuovo millennio: la Pavia monumentale attesta la sua storia gloriosa; l'aspetto del territorio si evolve attraverso le colture, mantenendo intatta la poesia delle lanche, delle risaie allagate. Biglietti: 3 euro intero, ingresso gratuito per chi possiede il biglietto dei Musei Civici di Pavia. Orari: da martedì a domenica 9-13.30, lunedì chiuso. Per informazioni www.museicivici.pavia.it/paesaggi.