«Crescita globale a rischio, agire subito»
di Andrea Di Stefano wMILANO Un allarme destinato a scuotere i vertici europei che ha avuto, per ora, solo l'effetto di acuire le tensioni e spinto Palazzo Chigi a smentire qualsiasi richiesta di attivazione di procedure anti-spread. Ieri il Fondo Monetario Internazionale, ribassando le stime sull'andamento del Pil mondiale e mantenendo la previsione recessiva sull'Italia ad un -1,9% quest'anno e -0,3% il prossimo, ha lanciato quasi un appello: «E' della massima importanza attuare pienamente i recenti accordi su nuovi provvedimenti di stabilizzazione dei mercati» tra le quali vi è anche lo scudo anti-spread voluto dall'Italia. Le rinnovate tensioni sui debiti pubblici di vari paesi dell'eurozona sono il principale fattore frenante dell'economia globale indicato nell'aggiornamento del rapporto sull'economia mondiale del Fmi. I recenti accordi raggiunti dai leader europei sono «passi che vanno nella direzione giusta» secondo i tecnici di Washington: «I leader hanno riaffermato la volontà di prendere in considerazione acquisti di titoli di Stato sul mercato secondario da parte del Efsf e del Esm», con quello che viene comunemente chiamato scudo antispread, una proposta lanciata dall'Italia. «Fino a quando non saranno state prese tutte le misure necessarie - avverte il Fmi - la situazione delle economie dell'area euro continuerà ad essere precaria». E, puntuale, è arrivato il nuovo balzo dello spread BTp-Bund, complice anche l'annuncio che la Corte costituzionale tedesca deciderà sull'Esm solo il 12 settembre: il differenziale è arrivato a sfiorare i 500 punti a 495, il massimo dallo scorso 16 gennaio, per ripiegare in chiusura a 488 punti anche se lo stesso Fmi ha sottolineato che alcuni spread in Europa «non sono giustificati dai fondamentali», come ha detto Carlo Cottarelli, responsabile del Fiscal Monitor del Fmi. «Al momento non c'è nessuna intenzione di ricorrere» al cosiddetto scudo anti-spread sostengono fonti qualificate di Palazzo Chigi che hanno aggiunto che «nessuno può escluderlo a priori per il futuro, ma al momento non se ne ravvisa la necessità». La precisazione del Governo italiano è arrivata dopo che Olivier Blanchard, direttore del dipartimento di ricerca e consigliere economico del Fondo monetario internazionale, aveva affermato che Spagna e Italia «hanno compiuto passi importanti nella giusta direzione», ma resta un rischio "ovvio", ovvero che «peggiori il circolo vizioso e che uno dei due Paesi perda accesso ai mercati». Questo, «potrebbe fare deragliare la crescita mondiale». Proprio ieri il Fmi ha abbassato le stime per il Pil mondiale (dal 3,6 al 3,5%) e confermato le stime sull'economia italiana. Il Fmi ha tagliato le stime di crescita per l'area euro nel 2013 a +0,7%, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto ad aprile, e rivisto al ribasso anche la previsione sugli Usa di 0,1 punti percentuali sia per il 2012 sia per il 2013 rispettivamente a +2,0 e +2,3%. Le borse alla fine hanno contenuto in modo rilevante, gli effetti negativi: Milano ha chiuso in flessione dello 0,36% in un panorama contrastato dove la peggiore è risultata Madrid (-1,69%) mentre Francoforte ha chiuso in nero (+0,13%) e Parigi e Londra in calo solo frazionale (-0,08 e -0,07%). ©RIPRODUZIONE RISERVATA