Garlasco, servizio gas aste deserte e meno incassi

di Lorella Gualco wGARLASCO Il Comune incasserà quasi 48mila euro come canone annuo per il servizio di erogazione del gas, ma sfuma la possibilità di guadagnare di più con una nuova concessione. La gara indetta dal Municipio è andata deserta e stesso esito ha avuto una successiva procedura negoziata. A quel punto, la strada obbligata è stata quella di continuare il rapporto con Enel Rete Gas spa, scaduto formalmente alla fine del 2010, ma ancora in vigore. La legge prevede, infatti, che le gare per l'affidamento del servizio dovranno essere gestite su una base territoriale più estesa che comprende altri Comuni (ambiti territoriali minimi). Nel frattempo, se le gare indette sono state snobbate, gli enti locali devono continuare ad affidarsi allo stesso concessionario che è obbligato a proseguire il servizio limitatamente all'ordinaria amministrazione. «A questo punto – ha spiegato in consiglio comunale il segretario capo del Comune, Maria Lucia Porta – si applica solo la possibilità di richiedere un canone del 10% del vincolo sui ricavi di distribuzione». Il consiglio ha quindi approvato l'integrazione del contratto iniziale di concessione con Enel gas che prevede per il Comune un incasso di 47.383 euro. «E' meno interessante del canone che avremmo potuto ricavare da una gara – ha proseguito il segretario comunale – ma è quanto la legge ci riconosce per la proroga del servizio». «E' difficile dire esattamente quanto avremmo ricavato con un nuovo contratto – dice il sindaco, Pietro Farina – perchè il mercato è aperto, ma bisogna fare i conti con questa situazione. Non possiamo farci niente. Con i tempi che corrono, i Comuni devono prendere quello che c'è e va bene anche incassare 48mila euro».