Tre brani per un tema dominante: la vocazione

I brani biblici scelti per la Liturgia di questa domenica sono attraversati da un unico tema dominante: quello della vocazione, ovvero della chiamata che Dio rivolge ad alcuni uomini per svolgere una missione particolare. Tema biblico per eccellenza, al punto che nella Scrittura non c'è personaggio di rilievo che non sia un "chiamato": da Abramo a Mosè, dai profeti ai dodici apostoli. Gesù manifesta la sua divinità scegliendo e chiamando personalmente i suoi apostoli, contrariamente all'uso comune secondo il quale erano i discepoli a scegliere il loro rabbì (maestro). Gesù li chiama per mandarli in tutto il mondo a portare il Vangelo. Da questo mandato deriva il nome "apostoli", dalla parola greca che significa "inviati". San Paolo, da principio accanito persecutore di cristiani, è proprio in seguito a una chiamata che si converte al cristianesimo e diventa "il tredicesimo apostolo". La chiamata è sempre accompagnata da un incarico divino da eseguire. Lo conferma, nella prima lettura, il profeta Amos, il profeta della giustizia sociale. In un momento in cui il regno d'Israele gode di un periodo di benessere economico, Amos è chiamato a far sentire la sua voce contro l'accentrarsi della ricchezza nelle mani di una ristretta classe dirigente, proprio mentre il popolo è oppresso dalla povertà e da quella che noi oggi chiamiamo la "pressione fiscale". Di fronte alla miseria del popolo, il profeta non può esimersi dal denunciare lo scandalo della sperequazione e della decadenza morale di una oligarchia avida e corrotta. Quando Amasìa, sommo aacerdote di corte, stanco delle contestazioni di Amos gli ordina di lasciare il Paese, la risposta del profeta è chiara: egli non è un profeta di professione, figlio di profeti. Un tempo era un contadino e viveva dei frutti del suo lavoro. Se ora è un profeta è perché Dio lo ha chiamato e inviato presso gli israeliti a profetizzare e a condannare la loro disonesta condotta. Nella seconda lettura, tratta dalla Lettera agli Efesini, il tema della "chiamata" assume dimensioni universali. Secondo san Paolo, infatti, ancora prima della creazione del mondo Dio ha chiamato gli uomini a diventare suoi figli adottivi, secondo un disegno ispirato unicamente dal suo amore infinito. Con il brano del Vangelo di Marco, il tema della vocazione e della missione è storicizzato: Gesù "chiama" a sé i dodici apostoli e li "manda" per il mondo, a scacciare gli spiriti impuri che affliggono gli uomini, a guarire i malati dalle loro infermità, a far conoscere la Parola liberante del Vangelo. Ma tutto questo, aggiunge Gesù, deve essere fatto con povertà di mezzi e un profondo rispetto nei confronti dei destinatari. Perché la via più convincente per convertire gli uomini non è la forza delle argomentazioni o la potenza degli strumenti impiegati, ma la pratica della carità. E ciascun credente è eletto da Dio a svolgere un mandato di carità, secondo le modalità che gli sono proprie e le circostanze che la vita gli presenta. * insegnante di religione nella scuola primaria