Poche moto vere e star in fuga, MotoGp in crisi
di Davide Casarotto Continui cambi di regolamento, pochi sponsor, tre sole Case impegnate ufficialmente e una "formula mista" che sta evidenziando non pochi limiti. Caratteristiche che sicuramente non stanno giovando a una MotoGp che risente fortemente della crisi economica. Se ci aggiungiamo che anche lo spettacolo in pista latita e che il campione del mondo in carica Casey Stoner ha annunciato il ritiro gettando forti accuse sul Circus, la situazione del campionato massima espressione del motociclismo mondiale non è rosea. Crt, oggetto misterioso. L'introduzione delle Crt, mezzi molto più vicini alla produzione di serie, lascia molti punti interrogativi. L'obiettivo principale era quello di ridurre fortemente i costi di gestione delle moto e di permettere anche a team e costruttori più piccoli di sfruttare la vetrina della MotoGp. Quello secondario di rimpolpare la griglia di partenza. Il risultato però lascia molti dubbi. Il distacco accusato dalle MotoGp tradizionali è enorme e buoni piloti come Colin Edwards e Randy De Puniet, che normalmente sarebbero da top ten, si ritrovano mortificati in fondo al gruppo. Non un bello spettacolo per i tifosi. Qualcosa potrebbe cambiare nel 2014. Per quella data la Honda produrrà una versione meno evoluta della Rcv. Una moto molto più abbordabile dal punto di vista economico, da mettere a disposizione dei privati. Per le Crt attuali reggere la concorrenza sarebbe impossibile. Queste potrebbero sparire, col risultato che la Honda monopolizzerebbe il mercato di team e piloti privati. E le altre Case? Non una bella prospettiva per le altre Case, che vedrebbero aumentare ulteriormente il peso politico della Honda stessa. Eppure per riavere una MotoGp interessante l'unica strada percorribile dovrebbe essere quella di far tornare i costruttori più importanti. Ma per farlo, con il settore in forte crisi, servirebbero prospettive e regolamenti certi, cosa che Carmelo Ezpeleta – boss della Dorna, la società che organizza il Motomondiale – fin dal 2002, quando la MotoGp è nata, non è stato capace di garantire. In Giappone gira una Suzuki bell'è pronta per fare ritorno alle gare, ma di novità ufficiali non ce ne sono. La Bmw annuncia da anni il suo arrivo, ma ha scelto la strada Superbike e ora che vince è difficile che la abbandoni. Aprilia si è affacciata passando per l'anticamera Crt con le Art, ma di progetti più importanti per ora non si parla. Tutto ruota intorno a Vale. E il mercato piloti? È stato scosso innanzitutto dall'inattesa notizia dell'abbandono di Casey Stoner. Ma anche dalle dichiarazioni di Valentino Rossi, che pare molto tentato dal dire addio alla Ducati. Ogni casella del mosaico parte dalle decisioni del pesarese nove volte campione del mondo. Con il rinnovo del contratto di Jorge Lorenzo pare difficile un ritorno del Dottore in Yamaha, lasciata proprio per incompatibilità col maiorchino. Il posto lasciato vuoto da Stoner in Hrc è già assegnato all'astro nascente Marc Marquez. Ma la Honda potrebbe approntare una terza moto semi-ufficiale, da affidare a un team satellite, apposta per Rossi. E questo con l'aiuto di una Dorna ben consapevole che un Valentino che non lotta per le prime posizioni è un grosso danno per l'immagine del Motomondiale. Addio al vetriolo. Anche perché la perdita di Casey Stoner, il pilota più in forma del momento, non è cosa da poco. Tra l'altro l'australiano ha detto addio lanciando fulmini e saette contro il mondo MotoGp. Uno sfogo indirizzato a un sistema in cui, secondo il campione del mondo in carica, il business conta più della passione e la Dorna considera i piloti come dei burattini da usare a suo piacimento. Anche Mediaset saluta. Il Motomondiale si espande, siglando l'accordo per il Gp d'Argentina, ma in uno dei suoi bacini più importanti, l'Italia, perderà molta visibilità. Mediaset ha chiuso il rapporto che durava con la Dorna fin dal 2002 acquisendo i diritti della Superbike. Dal 2014 (o forse anche prima se la tv del Biscione reputerà troppo impegnativo trasmettere entrambi i campionati) i diritti passeranno all'emittente satellitare a pagamento Sky, che trasmetterà solo metà delle gare in chiaro. C'entra ancora Rossi? La scelta presa ai piani alti di Cologno Monzese ha scatenato molte voci. La più suggestiva parla di una "soffiata" di Valentino allo staff giornalistico di Italia 1: nel giro di due stagioni il pesarese sbarcherebbe in Superbike. Fantamotociclismo? Chissà. ©RIPRODUZIONE RISERVATA