Valentino comprato dal Qatar

ROMA La casa di moda Valentino, fiore all'occhiello dello stile italiano, è ufficialmente proprietà araba. E dietro al «primario investitore del Qatar», che l'ha acquistata dal fondo Permira e da una parte dei Marzotto, pare ci sia la stessa famiglia reale del Qatar, il che trasforma in romanzo una vicenda di business. Del resto, la storia della maison romana, quella che mezzo secolo fa un giovanissimo Valentino Garavani fondò a Roma e, con il socio e sodale Giancarlo Giammetti, portò a gloria mondiale già negli anni 60, non è mai stata una mera vicenda aziendale. I protagonisti dell'affare che si è concluso hanno tutto il fascino del romanzo. Lei è una delle donne più belle ed eleganti del mondo, il marito uno degli uomini più ricchi: la bruna e statuaria Mozah naturalmente è una affezionata cliente dell' alta moda di Valentino e lui, l'emiro Hamad bin Khalifa al Tahni, stavolta, invece di regalarle un abito dell'ultima collezione, che ha sfilato a Parigi il 4 luglio, le ha comprato l'intera maison romana, sborsando più o meno 700 milioni di euro. L'emiro ha visto i conti e ha fiutato l'affare. L'uomo d'affari è stato convinto anche dai ricavi, ultimo e decisivo quel + 23% raggiunto nei primi sei mesi di quest'anno e che ormai confermano una vera tendenza di successo per lo stile Valentino. Tutto evolve, i gusti cambiano, le ricche signore orientali ormai preferiscono il taglio e il dettaglio all'esibizione smaccata della ricchezza. Valentino era lo stile di Jackie, che scelse un abito della maison anche per sposare Onassis nel 1968, ora è anche lo stile di Mozah: il mondo cambia icone, il lusso si aggiorna. L'atelier di piazza Mignanelli, dove vengono lavorati i capi d'alta moda funziona a pieno ritmo con 40 sarte, le migliori. Molte lavoravano con Valentino Garavani, hanno vissuto l'addio al maestro, celebrato a Roma, nel luglio 2007, con quattro giorni di festeggiamenti passati alla storia della moda come le valentiniadi, comprensive di sfilata, mostra all'Ara Pacis, festa al Tempio di Venere con scenografia di Dante Ferretti, seconda festa grandiosa a Villa Borghese con la crema della mondanità internazionale. Tutti convocati a Roma per salutare il couturier di Voghera che si era formato a Parigi e che ancora giovanissimo era diventato un maestro romano di eleganza e di dolce vita. Un film-documentario, The Last Emperor, lo ha di recente celebrato ancora come italiano di successo.