Strage sul Bianco Nove alpinisti morti sotto la valanga

«Non ho mai visto una cosa simile. Forse solo tre anni fa la valanga sul Mont Blanc du Tacul si è avvicinata a questa tragedia». Daniele Ollier, è membro del soccorso alpino della guardia di finanza di Entreves, con anni di esperienza alla spalle. Ieri ha operato per oltre cinque ore nel punto dove è caduta «la valanga letale» . E «non mi sento - ha detto - di parlare di imprudenza: il distacco di un seracco in montagna è una cosa che può succedere e basta». All'alba però, agli occhi dei soccorritori si è presentata una scena surreale e drammatica. «Numerosi alpinisti vagavano sul ghiacciaio in stato confusionale dopo essere stati sfiorati dalla valanga o essere riusciti a uscirne da soli». di Natalia Andreani wROMA Nove alpinisti morti, undici feriti, quattro presunti dispersi cercati per ore e per riapparsi sani e salvi: due perché erano su un altro percorso, due perché avevano rinunciato alla spedizione. Ha scioccato anche le squadre di soccorso la tragedia che si è verificata all'alba di ieri in Alta Savoia, sulla parete nord del Mont Maudit - il Monte Maledetto - una delle porte per la vetta del Bianco. L'allarme è scattato alle cinque del mattino quando una valanga provocata dal distacco di alcuni blocchi di ghiaccio ha investito 28 scalatori che procedevano in diverse cordate trascinandoli per 200 metri. «Una tragica fatalità», secondo gli esperti che segnalano come ieri non vi fossero allarmi specifici dovuti alla alte temperature di questi giorni. Quanto alla via si tratta di un arrampicata di media difficoltà che non richiede particolari abilità tecniche ed è amata dagli alpinisti perché offre a chi la percorre paesaggi himalayani mozzafiato. Il decollo degli elicotteri e di quaranta uomini del soccorso alpino francese e italiano con al seguito le unità cinofile è stato immediato. Ma nonostante lo sforzo, quando le squadre hanno raggiunto il luogo della tragedia, a 4mila metri di quota, per nove persone non c'era già più niente da fare. Li hanno trovati legati tra loro, uno dopo l'altro, sepolti da una coltre di neve spessa tre metri. Altri nove sono stati recuperati con qualche trauma e in stato di ipotermia, ma le loro condizioni non sono gravi. I quattro dispersi, invece, li hanno cercati invano fino alle sei del pomeriggio, di crepaccio in crepaccio. Poi, alle sei, la bella notizia: i quattro non facevano parte del gruppo. Le vittime erano di nazionalità tedesca, spagnola e svizzera; ma tra feriti ci sarebbero anche danesi e britannici. Quanto ai motivi del distacco della valanga le ipotesi sono per ora due: il crollo di un seracco o il passaggio della prima cordata, quella che era più in lato delle altre e che è stata la sola ad essere risparmiata. Sulla zona, inoltre, da giovedì soffiava un forte vento con raffiche a 60 chilometri orari. «Ho visto staccarsi la valanga da metà pendio e cadere con un grande boato travolgendo tutti», ha raccontato uno spagnolo rimasto illeso. Per le guide del Bianco è stata la tragedia più grave che si ricordi. Sul luogo del disastro è volato anche il ministro dell'Interno francese Manuel Valls che da definito l'incidente «catastrofico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA