"Condannate Formigoni a un anno"

MILANO Un anno di carcere per aver accusato, con una serie di dichiarazioni alla stampa, i Radicali di aver «ordito un complotto» contro di lui, incolpandoli di aver manipolato le firme poste a sostegno della sua lista per «escludere il centrodestra» dalle elezioni regionali del 2010. È la richiesta di condanna formulata dal pm di Milano, Mauro Clerici, nei confronti del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che deve rispondere di diffamazione aggravata e che, secondo il magistrato, «non merita» neppure le «attenuanti generiche», perchè, in sostanza, nemmeno dopo l'ormai nota inchiesta della Procura sulla presunta falsità di centinaia di firme, ha voluto «riqualificare» quelle sue affermazioni «offensive». Il Governatore lombardo, anzi, anche ieri, dopo aver definito «scandalosa e ridicola nello stesso tempo» la richiesta del pm, ha rilasciato altre dichiarazioni in linea con quelle al centro del processo, spiegando che «i crimini sono solo quelli dei Radicali, maestri di manipolazione, di contraddizioni e di menzogna». Tanto che, a stretto giro di posta, il partito di Marco Pannella ha dato mandato ai suoi legali di presentare una nuova querela per diffamazione contro Formigoni. Il processo milanese a carico del Governatore - che nelle scorse settimane è stato "travolto" anche dalla vicenda con al centro la Fondazione Maugeri e le presunte vacanze ai Caraibi pagate dall'uomo d'affari Daccò - dovrebbe chiudersi con la sentenza (giudice Carmen D'Elia) il prossimo 4 ottobre, dopo che il 27 settembre avrà parlato il suo legale, l'avvocato Mario Brusa. Nel corso della sua requisitoria, il pm ha puntato l'indice contro le parole usate dal presidente lombardo nel corso di due conferenze stampa, il 4 e il 5 marzo 2010, mentre il partito di Pannella, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini (tutti e tre parti civili nel processo) conduceva in quei giorni una "battaglia" in sede amministrativa per chiedere l'annullamento delle liste di Formigoni, ma anche di quella di Filippo Penati, che correva per il centrosinistra, per alcune presunte irregolarità nella raccolta firme. Vicenda poi chiusa con la "sconfitta" dei Radicali decretata dal Tar. Alla stampa, però,come ha chiarito il pm, Formigoni intanto diceva: «Ho la dimostrazione che c'è stata una macchinazione per escludere il centrodestra».