Canta Paul Weller l'icona del Mod accende il castello
VIGEVANO Questa sera il Castello di Vigevano ospita Paul Weller, in Italia per promuovere la sua ultima fatica, "Sonik Kicks", undicesimo album della sua carriera da solista e quello di Dieci Giorni Suonati è uno dei due appuntamenti italiani. Il 54enne di Woking (venti miglia a sud ovest dal centro di Londra) è universalmente conosciuto come modfather. È stato lui infatti a capeggiare il revival mod di fine anni Settanta. Il movimento mod nacque a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta in Inghilterra. Era il periodo d'oro degli Who, band simbolo di un movimento capace di catalizzare la carica ribelle dei giovani inglesi della working class, amanti dei begli abiti, della musica beat e in perenne conflitto con gli acerrimi rivali rocker, cultori della musica rockabilly, delle motociclette e degli abiti in pelle. Era l'Inghilterra del boom economico e della liberazione sessuale. Il film cult Quadrophenia, tratto dall'omonimo album degli Who del 1973, restituisce un'immagine fedele di quel periodo. Proprio gli Who sono stati un punto di riferimento assoluto per Paul Weller quando, nel 1975, si affacciò alla scena musicale inglese con il suo primo gruppo, i Jam. Sono gli anni dell'esplosione della musica punk. Clash e Sex Pistols si conquistano Londra con la loro carica selvaggia e mandano in frantumi la Beatle-mania. I Jam hanno il merito di dar vita a una poetica punk originale, stilosa. Grande risalto alle melodie e testi ora scanzonati ora impegnati, che come quelli dei maestri Who riescono a dar voce al disagio giovanile. Weller è un'icona di stile, in pieno revival mod: taglio di capelli alla moda e abiti di sartoria i suoi marchi di fabbrica. Canzoni come "In the city", "Going underground" e "A town called Malice" rimangono nell'immaginario punk rock. Esaurita l'ondata punk, Paul Weller decide d'intraprendere altri percorsi artistici: l'esperienza dei Jam è al capolinea. Insieme all'amico Mick Talbot nel 1982 Weller fonda gli Style Council, virando su una strada soul e dance. "Cafè blue" del 1984 è il manifesto della band, caleidoscopio dei suoni più disparati. Gli Style Council riscuotono un ottimo riscontro di pubblico anche in Italia. Nel 1987 si presentano a Sanremo con la canzone "It didn't matter". Chiusa l'esperienza con gli Style Council, Paul Weller si getta nella carriera da solista. Siamo agli inizi degli anni Novanta, agli albori del brit-pop, di cui Weller ne è un precursore. Dopo un inevitabile rodaggio iniziale il modfather sforna subito due album di successo "Wild Wood" e "Stanley Road", rispettivamente del 1994 e del 1995. Diventa grande amico dei fratelli Gallagher e dà il via a un brillante sodalizio artistico. Noel Gallagher ha suonato più volte nei dischi di Weller, Liam ha reinterpretato la canzone dei Jam "Carnation". Notevole la versione di "Chasing Pavements", cantata in coppia con Adele, per non parlare di "Don't go to strangers", duetto con Amy Winehouse sulle note della canzone di Etta Jones. Il concerto di stasera inizierà alle 20,30. Costo: 38,50 euro. I biglietti sono in vendita nei circuiti: Ticketone, Ticket.it, BookingShow, Piemonte Ticket, Amit, mentre il punto informazioni e vendita si trova in Piazza Ducale a Vigevano. Nell'ambito de "l'Aperitivo con gli autori" Gianluca Veltri presenterà (alle 19,30) il suo noir "L'odore dell'asfalto". Dalle 18.00 - nelle Scuderie del Castello - il pubblico avrà la possibilità di visitare la mostra di cimeli rock MemoraBarley. Per gustarsi panini e birre artigianali è presente un'ampia area ristoro. Paolo Pegoraro