Per le energie rinnovabili arrivano i nuovi incentivi

di Andrea Di Stefano wMILANO Dopo mesi di violenti polemiche, da ieri, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, sono in vigore i due decreti che riformano gli incentivi per le energie rinnovabili che, come era prevedibile, hanno scontentato tutti, o quasi. Si tratta del cosiddetto quinto conto energia per il fotovoltaico e dei nuovi finanziamenti per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse e biogas). In linea con le previsioni della precedente normativa, il nuovo sistema entrerà in vigore 45 giorni dopo il superamento (previsto entro fine luglio) della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico, e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico, per il quale è previsto comunque un periodo transitorio di 4 mesi. Entro metà settembre sarà quindi obbligatorio iscriversi al registro degli impianti con l'eccezione di quelli sino a 12 kW (elevati a 50 kW quando si tratta di installazioni in sostituzione dei detti con amianto), di quelli tra 12 e 20 kW che accettino di ricevere una tariffa incentivante decurtata del 20%, di quelli molto innovativi che valgano al massimo 50 milioni di euro di incentivi e di quelli realizzati dalle pubbliche amministrazioni. Per tutti gli impianti che si iscrivono al registro saranno messi a disposizione 140 milioni di incentivi destinati a scendere a 120 e stabilizzarsi a 80 milioni di euro. Non c'è traccia dell'esonero per gli impianti nelle zone terremotate chiesto dalle Regioni, anche se, nell'introduzione al decreto, si afferma che deroghe per chi vive in quelle zone potranno essere disposte con altri provvedimenti. Un esempio delle nuove tariffe: per impianto da 3 kW su tetto (mediamente un tetto fotovoltaico su una villetta monofamiliare) che entri in esercizio nel primo semestre del nuovo conto, avrà diritto a una tariffa omnicomprensiva di 208 euro/MWh e a un premio sull'autoconsumo di 126 euro/MWh mentre nella precedente versione i valori erano rispettivamente di 237 per l'omnicomprensiva e 155 per l'autoconsumo e le Regioni avrebbero voluti rispettivamente 291 e 210 euro. I ministeri di Sviluppo economico e Ambiente sostengono che i tagli sulle tariffe sarebbero compensati dalla forte contrazione dei costi dei pannelli. Con il secondo decreto sono stati disciplinati gli incentivi anche per le altre energie rinnovabili. Gli impianti per tutte le tipologie di fonte con potenza al di sopra dei 5 MW potranno accedere alla tariffa incentivante mediante una procedura competitiva di asta al ribasso, fatta eccezione per l'idroelettrico per cui è stato fissato un valore di 10 MW e il geotermoelettrico con 20 MW. La graduatoria delle aste sarà formata in base alla maggiore riduzione percentuale offerta. Tra le novità il fatto che le garanzie finanziarie dovranno essere presentate al momento dell'iscrizione alla gara, mentre è stata accolta la richiesta di una maggiore semplificazione delle procedure. Per il periodo 2013-2015 sono stati fissati i contingenti di potenza da mettere ad asta: per l'eolico su terra 500 MW per ciascuno dei 3 anni, per le biomasse appena 120 MW per il solo 2013. Gli altri impianti che non accedono direttamente agli incentivi e non sono soggetti alla procedura d'asta potranno richiedere la tariffa incentivante solo con l'iscrizione in appositi registri sul modello del fotovoltaico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA