Alfano annuncia il ritorno di Berlusconi

di Gabriele Rizzardi wROMA «Credo che alla fine Berlusconi deciderà di scendere in campo. C'è un gran movimento di sostegno alla sua ricandidatura. In tanti glielo stanno chiedendo ed io sono tra questi». Crudeltà della politica o ironia della sorte, tocca proprio al «bravissimo» Angelino Alfano scendere dalla rampa di lancio per le politiche del 2013 e indossare i panni del primo sponsor della nuova candidatura del Cavaliere a Palazzo Chigi: «Credo sia giusto e legittimo chiedere un giudizio al popolo italiano sulla storia di questi anni e su una nuova chance di governo». Una candidatura sulla quale manca ancora una parola chiara del diretto interessato, che si è preso un mese di tempo per sciogliere la riserva anche se qualcosa potrebbe cominciare a dirla già domani alla convention dei Cristiano Riformisti. Berlusconi ha passato le ultime settimane a studiare i sondaggi e le strategie per affrontare al meglio le elezioni del prossimo anno. Ha parlato con molti imprenditori, esponenti della società civile ma anche con i dirigenti del partito delusi dall'immobilismo di via dell'Umiltà e alla fine, davanti ai sondaggi che annunciano un Pdl al 30% con Berlusconi e al 18% senza, avrebbe rotto gli indugi: «I sondaggi dicono che nessuno ha più consensi di me, se mi candido ce la possiamo fare...». Molto dipenderà dalla legge elettorale che potrebbe uscire dal Parlamento. Il condizionale è d'obbligo perché non c'è nessuna certezza che Pdl, Pd e Udc trovino l'accordo. Quel che è certo è che l'annuncio del Cavaliere (buono fino alla prossima smentita) manda in soffitta il progetto delle primarie per le quali tanto si è speso Alfano e divide il Pdl. Da una parte ci sono gli scettici che vedono nel ritorno di Berlusconi una sconfessione della linea moderata decisa dal giovane segretario e temono l'addio ad un rapporto privilegiato con la Lega di Maroni. Ma ad essere preoccupati sono soprattutto gli ex An che temono di perdere il grande spazio occupato fino ad oggi nel partito e sono certi che Berlusconi utilizzi i prossimi mesi per rinnovare la classe dirigente del partito e dare spazio ai quarantenni. Secondo gli ultimi sondaggi, se il Cavaliere correse con Alfano (che rimarrebbe comunque segretario del partito) e mettesse in piedi una squadra di quarantenni con dentro Crosetto, Lupi o la Meloni, la nuova "Forza Italia" potrebbe puntare a superare il 30%. Questo vuol dire che Gasparri, La Russa e Matteoli sarebbero fuori gioco e potrebbero quindi pensare ad un nuovo partito, magari con La Destra di Storace. Quella annunciata dal Cavaliere è una prospettiva di svolta che entusiasma tutti gli ex Forza Italia che vedono così un motivo di riscatto rispetto allo strapotere degli aennini. Ci sarà il ticket Alfano-Berlusconi? Daniela Santanchè rivendica il merito di aver convinto il Cavaliere a scendere di nuovo in campo ma poi aggiunge che la candidatura per Palazzo Chigi «deve essere caratterizzata dalla presenza di donne, di un ticket». La Santanchè si autocandida? «Quale sia la donna non è compito mio elencarlo...» Berlusconi di nuovo in corsa spiazza anche Mario Monti, che proprio ieri ha escluso la possibilità di ricandidarsi, e non entusiasma la Chiesa. Radio Vaticana parla di un «passo indietro». Ma il più preoccupato è Pier Ferdinando Casini, che chiede ai partiti di «non disperdere» quanto fatto in questi mesi dal governo Monti: «Occorre un documento da sottoscrivere tra tutti quelli che hanno sostenuto questo lavoro, che rassicuri i mercati e gli italiani». Da Lega, Idv e Pd arrivano invece solo battute. «Berlusconi in campo? A San Siro...» affonda Maroni mentre Stefano Fassina vede solo una «brutta notizia per l'Italia» e Di Pietro allarga le braccia: «Sarebbe troppo farsi prendere in giro di nuovo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA