Tour, torna l'ombra del doping
PARIGI Remy Di Gregorio è stato arrestato nel primo giorno di riposo del Tour de France, lasciando un gusto amaro per il ciclismo. Lo scalatore della Cofidis è stato fermato nelle prime ore di ieri mattina, nell'albergo dove alloggiava la sua squadra, a Bourg-en-Bresse (sud-est). Ci sono reali sospetti che il 26nne, ex dell'Astana, abbia fatto ricorso a sostanze vietate. Delle accuse di doping devono rispondere anche altre due persone. Tutti sono stati trasferiti nel carcere di Marsiglia, la città dove Di Gregorio è nato il 31 luglio 1985 e dove adesso viene interrogato. L'irruzione della polizia, e la successiva perquisizione delle stanze, è avvenuta all'insaputa del resto della squadra, su richiesta del giudice istruttore di Marsiglia, Annaik Le Goff, nell'ambito di un'inchiesta aperta l'anno scorso su un presunto traffico di prodotti dopanti. Alcuni oggetti sarebbero stati sequestrati. Lo scandalo colpisce di petto Cofidis, scosso già bruscamente dal doping nel 2007, con la positività dell'italiano Cristian Moreni. All'epoca il team era stato obbligato ad abbandonare il Tour sui Pirenei. Questa volta ha sospeso Di Gregorio (che rischia il licenziamento, se i fatti venissero realmente accertati), ma ha assicurato che oggi il resto della squadra sarà al via della decima tappa, a Macon. Il neoeletto manager Yvon Sanquer ha parlato in conferenza stampa di stupore, rabbia, tradimento: «Questo caso isolato non deve penalizzare quelli che non hanno imbrogliato – ha detto –. Secondo me Di Gregorio non ha misurato la gravità di quello che stava facendo». Anche il direttore del Tour, Christian Prud'homme, ritiene che non debbano essere prese sanzioni contro la squadra. Lo scalatore della Cofidis avrebbe dunque agito per conto proprio. Sarebbe stato incastrato da una telefonata. I sospetti risalgono agli anni in cui Di Gregorio correva con la maglia dell'Astana, indossata dal gennaio al dicembre 2011. Lo stesso team kazako dello statunitense Lance Armstrong (sette volte vincitore della Grande boucle, la cui carriera è messa quasi interamente sotto accusa) e dello spagnolo Alberto Contador, sospeso due anni sempre per doping. Prima di Di Gregorio l'ultimo arresto eccellente era stato quello di Patrice Ciprelli, marito e allenatore della francese Jeannie Longo, la donna che ha vinto più di ogni altra nel ciclismo. Il caso più eclatante riguarda comunque Riccardo Riccò, l'emiliano destinato in apparenza a ripercorrere le orme di Marco Pantani al Tour 2008 e arrestato per avere assunto il Cera (Continous erythropietin receptor activator), il cosiddetto doping di terza generazione che stimola la produzione di nuovi globuli rossi nel midollo osseo. La stessa vicenda coinvolse Piepoli e, prima dei due alfieri della Saunier Duvall, altri big erano rimasti impigliati nella rete dell'antidoping: da Basso a Di Luca, fino a Contador appunto, al quale sono stati pure revocati pure le vittorie al Giro e al Tour. Il cerchio si chiude con le accuse mosse a Lance Armstrong, recordman della corsa francese con sette vittorie e oggi costretto a difendersi dai suoi ex compagni di squadra.