Stradella, centrale a biogas il Comune è preoccupato

di Simona Bombonato w STRADELLA Energia elettrica e calore a partire da mais, cereali e liquami da allevamento, la prima da cedere alla rete il secondo utile ad altri capannoni artigianali in zona. Sarà il primo impianto di biogas di Stradella. Il business delle rinnovabili arriva anche nel cuore dell'Oltrepo est, per iniziativa della ditta Scor 2, sede legale in via dell'Unione 3 a Milano. Ieri mattina la società ha chiesto alla Provincia di rimandare a data da fissarsi entro comunque il 4 agosto, la conferenza di servizi prevista per giovedì, mentre in Comune gli amministratori non nascondono se non di essere contrari al progetto quanto meno più di una perplessità dovuta al fatto che dietro l'impianto non ci sia «un'azienda agricola locale che così andrebbe a riutilizzare i sottoprodotti della propria attività – ha commentato l'assessore all'Ambiente, Antonio Curedda – ma un'iniziativa che, diciamolo chiaramente, se non ci fossero gli incentivi statali nemmeno si sarebbe manifestata. Se l'impianto è idoneo noi comunque non possiamo fare nulla. Ma la Provincia può chiedere ulteriori garanzie a tutela del territorio». Stradella teme l'impatto ambientale e l'effetto miasmi. La scheda tecnica parla di 999 chilowatt di potenza installata per un impianto che occuperà circa due ettari di terreno nelle vicinanze della Città del libro. Il progetto è stato presentato a piazza Italia: a lei spetta l'autorizzazione sulla scorta dei pareri espressi da Asl, Arpa, vigili del fuoco, Comune. L'impianto, uno dei pochi in provincia a non disperdere il calore, avrebbe il vantaggio riconosciuto dagli addetti ai lavori di ridurre l'inquinamento olfattivo. Alla digestione anaerobica, la stessa tramite la quale la biomassa verrebbe convertita in energia nel caso specifico dei milanesi, viene infatti attribuito il valore aggiunto di depurarare i liquami dagli agenti patogeni responsabili dei miasmi. Alberto Lasagna, l'assessore provinciale all'Ambiente, ha messo in risalto questo aspetto :«E' un impianto di quelli che si sono diffusi in Lombardia, sorgerebbe su un terreno agricolo». Cremona, Lodi, Brescia e Pavia, non più solo in Lomellina, ma anche l'Oltrepo, alla periferia di Stradella. Nonostante il parere non proprio favorevole del municipio. «Ci risulta che la società abbia affittato il terreno e comprato due campi di mais – ha precisato Curedda – Ben vengano le rinnovabili, dal fotovoltaico al biogas, ma se i presupposti sono diversi». Altro aspetto critico, secondo il Comune, l'approvvigionamento di effluenti zootecnici e l'impatto sul traffico pesante: «Non ci sono stalle in zona. Significa altri camion per trasportare la materia prima organica».