Negozio incendiato ora l'esame dei video

PAVIA Il negozio da calzolaio «Zebu» di via Parco Vecchio subì due attentati incendiari. Il primo a maggio, il secondo ad agosto 2008. I residenti si allarmarono, temendo il peggio, e anche la polizia effettuò delle indagini approfondite. Ma le conclusioni della Procura, ancora da dimostrare in giudizio, vanno nel senso di due falsi attentati, concordati per incassare i soldi della polizza assicurativa. Ieri mattina, davanti al giudice Luigi Riganti, era iscritto il procedimento nei confronti di Tiziano Rebughini, 35 anni, Pietro Taramelli, 39 anni, Massimo Mazzucco, 35 anni e Alessandro Pirini, 35 anni, tutti residenti a Pavia. Rebughini è il titolare della calzoleria andata a fuoco. Le accuse nei confronti dei quattro uomini sono di simulazione di reato e fraudolento danneggiamento di beni assicurati. In sostanza, li si accusa di avere agito in accordo, dando alle fiamme il negozio per poi riscuotere la polizza assicurativa. Ieri mattina, tuttavia, è stata accolta la richiesta di uno dei difensori (gli avvocati Alessandro Arrigo, Maria Pia Taraso e Maria Luisa Vitali). Il legale ha chiesto che vengano visionate in aula le immagini riprese da una videocamera di sorveglianza collocata presso un distributore di benzina. Stando a queste immagini, secondo la difesa, si vedrebbero due degli imputati fare benzina, ma avviarsi poi verso una direzione opposta rispetto al negozio di via Parco Vecchio. Il giudice ha accolto la richiesta e rinviato l'udienza al prossimo 27 novembre. Gli attacchi a colpi di bombe molotov erano avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2008 e, per la seconda volta, in quella tra l'11 e il 12 agosto dello stesso anno. Nel rogo era andata distrutta della merce (scarpe e oggetti di pelletteria) e la struttura aveva subìto dei danni. Nei primi momenti si era addirittura temuta un'azione da parte del racket delle estorsioni. Poi smentita. (f.m.)