Benigni, Totò e Petrolini Il cinema attraverso la risata
PAVIA Domani sera alle 21, nella Biblioteca della Residenza Golgi (Via Aselli 39), l'attore e regista Alberto Donatelli salirà in cattedra con la seconda puntata di "Tra i grandi del teatro" (mercoledì scorso la prima), il ciclo di due lezioni-spettacolo dedicate ai nomi che hanno fatto la storia del teatro italiano di tutti i tempi. Da Vittorio Gassman a Memo Benassi, da Ettore Petrolini a Roberto Benigni, Donatelli ripercorrerà l'arte, la vita e i segni particolari di questi grandi, attraverso filmati, citazioni e rivisitazioni. Dopo la prima puntata in cui sono stati oggetto della lezione Vittorio Gassman e Carmelo Bene, infatti, l'attore, sempre vestendo i panni dell'inquieto Signor Y, accompagnerà il pubblico nel teatro comico di Ettore Petrolini, Totò e Roberto Benigni, riflettendo su comicità e tragedia, per rendere infine omaggio, a suggello dei due incontri, a Luigi Pirandello, uno dei più grandi autori del teatro italiano. «Il secondo incontro inizia con il costume di scena ancora appeso su di un attaccapanni – dice Donatelli - Il vestito appartiene al personaggio da me creato e interpretato, il Signor Y, che rappresenta l'uomo che oscilla tra le certezze del mondo tecnologico-consumistico e la tensione verso un richiamo ad una dimensione più autentica della vita. Per costruirlo mi sono ispirato a uno dei più grandi poeti della letteratura italiana, Francesco Petrarca, che nell'opera "Il secretum" mette a nudo se stesso dialogando con Sant'Agostino alla presenza di una donna "bellissima e luminosa", che rappresenta la verità, raccontando un uomo scisso tra i luccichii della vita terrena e l'aspirazione verso il Sommo Bene». Interpretando entrambi i personaggi, Donatelli spiegherà come un attore possa contemporaneamente recitare i ruoli di due personaggi che dialogano tra loro, attraverso la voce, strumento primario dell'attore, che, se usata correttamente, può far arrivare anche al più sprovveduto spettatore qualsiasi espressione di comunicazione, anche la più ostica e difficile. Lo ha dimostrato il grande attore-intrattenitore Roberto Benigni, divulgatore dei versi immortali della Divina Commedia. Dopo l'artista toscano, il maestro menzionerà Totò, senza dubbio uno dei più grandi animali da palcoscenico («passava ore davanti allo specchio facendo esercizi di articolazione corporea per creare la sua grande marionetta, una simbiosi incredibile tra corpo e voce») e poi Ettore Petrolini, uno dei grandi personaggi della scena italiana ("dalla sensualità insieme aggressiva e bonaria, eredità della vecchia commedia dell'arte"), per finire interrogandosi sul significato più profondo dell'essere attore, al di là di ogni metodo interpretativo. «Con il "gesto teatrale" - conclude Donatelli - qualsiasi persona può scoprire parti nascoste di sé. Del resto, lo affermava Pirandello, ognuno di noi è "uno, nessuno, centomila" e "personaggio in cerca d'autore». L'ingresso è libero, la residenza è dotata di parcheggio interno gratuito. (m. piz.)