Stradella vota cittadinanza ai figli degli immigrati
In tutto un migliaio di euro. Li hanno raccolti all'Auser di Stradella grazie a tante piccole donazioni da parte anziani che hanno rinunciato a un pezzettino della pensione pur di aiutare la popolazione colpita dal terremoto in Emilia. «I fondi – racconta Luigi Lazzarini, portavoce dell'Auser – saranno donati in parte alle Auser emiliane in parte alla Protezione civile». La raccolta fondi pro-terremoto continua anche durante il periodo estivo basta rivolgersi all'Auser guidata da Antonio Serra in via Fossa. di Linda Lucini wSTRADELLA La giunta di Stradella si schiera per la cittadinanza ai bambini nati in Italia e figli di stranieri e intende esprimersi con un ordine del giorno che sarà messo in votazione nel Consiglio comunale che si terrà a fine mese. Per ora c'è soltanto una bozza, ma il documento sarà messo a punto settimana prossima nella riunione della maggioranza. In sintesi, si tratta di una netta presa di posizione a favore del riconoscimento della cittadinanza ai bimbi nati in Italia da genitori stranieri. «Non faremo grandi cose, ma ci sembra giusto dare un segnale importante in questo senso – dice il sindaco Pierangelo Lombardi – Credo che la cittadinanza per questi ragazzi sia non solo un diritto, ma una delle basi del rispetto, oltre che un segno di buon senso perchè una cittadinanza nei fatti e nella vita c'è già. Va solo riconosciuta anche dal punto di vista formale e non al compimento dei 18 anni come avviene ora». In termini di numeri non sono moltissimi i ragazzi che vivono a Stradella che potrebbero così ottenere la cittadinanza, ma per la giunta non si tratta di una questione di numeri, ma di principio: «Sul diritto alla cittadinanza potrei citare referenti illustri come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – dice ancora Lombardi – ma posso anche fare un esempio molto più popolare come quello di Mario Balotelli che solo ora, avendolo visto segnare in Nazionale agli Europei, ci ha fatto ricordare che è italiano a tutti gli effetti. Ma basta semplicemente entrare nelle nostre scuole per vedere ragazzi di diverse etnie e nazionalità seduti tra gli stessi banchi. Ormai questi ragazzi vivono le nostra stessa vita, perchè non ritenerli italiani? E' questa la vera integrazione». La giunta definisce il documento «dai contenuti largamente condivisibili». «Votare a favere di questo ordine del giorno – aggiunge l'assessore Piergiorgio Maggi – è un fatto di civiltà. Si tratta di persone nate qui, di ragazzi che hanno frequentato le nostre scuole, che qui a Stradella vivono e lavorano. Hanno la nostra cultura. I bimbi che nascono qui sono italiani a tutti gli effetti anche se hanno colori di pelle diversi dai nostri». Per ora la giunta si ferma a questa presa di posizione, ma non è detto che arrivi anche, come fatto in altri Comuni italiani, a concedere una cittadinanza onoraria ai ragazzi. «Non ci abbiamo ancora pensato – conclude Lombardi – Sarebbe incoerente non mettere in atto tutte le azioni che possano rafforzare una presa di posizione di questo tipo. Questa è una operazione che inizia un percorso che vogliamo continuare».