Fernando, l'eroe delle imprese impossibili
di Davide Casarotto Gare eroiche, di quelle che arrivano al termine di una corsa ricca di imprevisti e colpi di scena. Magari condite da una rimonta che ribalta le aspettative della vigilia. Di quelle che restano nella memoria del pilota che le compie, della sua squadra e dei suoi tifosi. Una categoria di gran premi in cui sicuramente rientra il Gran premio d'Europa tenutosi a Valencia due domeniche fa. Un vero e proprio capolavoro di Fernando Alonso che è stato capace di sposare due concetti, sorpasso e circuito cittadino, che nella Formula 1 sono sempre stati in antitesi. Ma non è la prima volta che il pilota asturiano si rende protagonista di questo tipo di imprese. A tu per tu con Massa. Nel 2007, anno in cui il pilota spagnolo siedeva nell'abitacolo della McLaren, il Gp d'Europa si correva sul tracciato tedesco del Nurburgring. La gara fu interrotta dopo nemmeno un giro per una pioggia torrenziale. Alla ripartenza a partire dalla pole fu la Spiker del debuttante Markus Winkelhock, che aveva vinto l'azzardo delle gomme. I valori in campo però si ristabiliscono presto, con la Ferrari di Felipe Massa al comando. Alonso insegue e, dopo un nuovo scroscio di pioggia, ingaggia col futuro compagno di squadra un duello da brividi tra finte, incroci di traiettoria e sorpassi. Lo spagnolo ha la meglio e nel dopogara è anche protagonista di una discussione non troppo amichevole col brasiliano. Bello di notte. Nel 2008 altra gara da cineteca nell'anno del ritorno in Renault. Si corre per la prima volta sotto i riflettori, sul tracciato di Singapore. Alonso si confermò il più veloce per tutto il weekend, ma un problema al pescaggio del carburante lo costrinse a partire dalla quindicesima piazza. Partito scarico di benzina recuperò subito alcune posizioni, poi rientrò ai box al momento giusto approfittando di una safety-car. Vinse precedendo Nico Rosberg e Lewis Hamilton. Un'impresa che verrà macchiata un anno dopo, quando emergerà che l'allora compagno di squadra Nelson Piquet jr aveva provocato volontariamente, su ordine del team guidato da Flavio Briatore, l'incidente che portò all'ingresso della safety-car. Tigre della Malesia. E arriviamo alla stagione 2012. Con Alonso che fa ulteriore sfoggio del suo talento, capace di supplire anche all'inferiorità tecnica che, almeno a inizio campionato, palesa la sua Ferrari. A Sepang lo spagnolo dà vita a quella che l'ingegnere di pista Andrea Stella ha poi definito «la sua vittoria più bella». Un acquazzone tropicale condiziona la corsa, sospesa dopo una decina di giri. Alonso, quinto, dopo la ripartenza legge magnificamente la gara e si ritrova al comando girando un secondo più forte di tutti. Ma gli ultimi giri sono tutt'altro che una passerella, con il giovane della Sauber Sergio Perez che si avvicina sensibilmente e cede il passo solo nel finale. La più emozionante. Il resto è storia recente, col capolavoro confezionato tra i moli del porto di Valencia, nella corsa che lo stesso Alonso ha definito come la più emozionante della sua carriera. Parte undicesimo e, facendosi largo nel gruppo, dà vita a una lunga serie di sorpassi da antologia che lo porta a ridosso dei primi. Il successo finale gli regala la testa della classifica del Mondiale piloti e la soddisfazione di essere il primo pilota a vincere due gare in una fra le stagioni più incerte della storia del Circus. ©RIPRODUZIONE RISERVATA