Brindisi con rane e oche Lomellina chiama Oltrepo

Ecco la ricetta della "casoela d'oca" (o ragò) secondo il "senatore" degli chef pavesi, Mario Musoni. Casouela d'oca – Dorare in padella l'oca tagliata in ottavi ed infarinata. Preparare un fondo con le verdure . Aggiungere i pezzi d'oca mondati dalla pelle troppo grassa; bagnare con vino bianco secco, far cuocere per almeno un'ora. Nell'eventualità diventasse troppo asciutto, aggiungere brodo. A cottura avvenuta, si aggiungere le foglie di verza scottate e cuocere lentamente facendo attenzione a non farle sfaldare. L'Ordine della Rana e del Salame d'oca suggerisce invece il risotto con le rane. Ricetta del risotto con le rane - Scottare le rane per un minuto in acqua salata e spolparle bene. Preparare il soffritto in un capace tegame; aggiungere un riso superfine e tostarlo; portarlo a cottura con aggiunta graduale di brodo bollente. Aggiungere qualche foglia di spinaci scottati a parte, la polpa bianca lessata delle rane e cuocere per un minuto. Mantecare con burro e grana padano. Il Cruasè, fresco e dal perlage vivace, è l'indispensabile compendio. PAVIA Quando tradizione (rane e prodotti d'oca) ed innovazione ovvero il nuovo metodo classico chiamato Cruasè, nato di recente da un coraggioso progetto del Consorzio Vini Oltrepo Pavese, si intrecciano, riescono a superare ogni diffidenza e diventano complementari. Innovazione e cultura gastronomica locale, un intreccio destinato a creare abbinamenti forti e sapidi. C'è tanta pavesità in questo nostro ultimo viaggio tra il mondo dei vini e quello dei sapori. Le rane catturate in risaia sono storia antica, legate all'epopea delle mondine; anche i salami d'oca sono figli di quella cultura ultrasecolare che portò una folta colonia ebraica, insediatesi nel 1500 a Mortara e nell'alta Lomellina, a trovare un animale-simbolo che potesse sostituire il maiale; e la nobile oca (con il maiale ha in comune la flessibiltà delle carni ed il detto che «dell'oca non si butta via nulla»), neppure le pregiate piume…) si dimostrò perfetta. Due prodotti d'antico stampo contadino ed un vino spumante Docg "nuovo" e do tendenza, il Cruasè, dimostrano che due parallele, almeno in gastronomia, possono anche incontrarsi. Il Cruasè è vino di punta, ideale per meglio identificare l'Oltrepò, famoso al mondo per la sua straordinaria produzione di uva pinot da spumantizzare. L'idea? Usare il metodo classico, con la fermentazione in bottiglia, per ottenere quel rilassante colore rosato che del progetto è diventato uno degli elementi identificatori, prerogativa di rango. Rane, oca e Cruesè? Così Giansandro Moncaglieri, sommelier della Fisar: «Le carni d'oca, soprattutto se usate allo stato puro per il salame "ecumenico" (solo oca, accessibile quindi ad ogni credo religioso, ndr) e le bollicine del Cruasè non si sovrappongono, si integrano invece alla perfezione, sono entrambe sinonimo di delicatezza. Per le rane serve un vino delicato. Le bollicine sgrassano l'unto del fritto; la delicatezza compendia il sapore tenue e delicato della carne bianca della rana». Ecco dunque come tradizione ed innovazione sanno trasformarsi in eccellenza. Paolo Calvi