«Prigionieri nei negozi» Commercianti in rivolta
«Io sono pronto a fare la mia parte, ma tutti si devono assumere le loro responsabilità». Il sindaco (foto) commenta così le lamentele dei commercianti. E spiega: «Quando si verificò il caso del bar "Amadeus", dove si presero a bastonate, e io ne disposi la chiusura, sia gli avvocati che i commercianti stessi mi consigliarono di revocare il provvedimento. Ora, di fronte a quanto accade in centro, io sono pronto ad adottare decisioni anche forti, ma prima chiedo che le stesse organizzazioni di categoria si confrontino, al loro interno, per eventualmente responsabilizzare chi gestisce dei bar a controllare la vendita di alcolici». Cattaneo è convinto che il confronto possa dare maggiori risultati della repressione: «Con l'ordinanza anti-vetro siamo riusciti a eliminare i contenitori in vetro di bevande, ma ci siamo arrivati dopo esserci confrontati con le categorie o con i ragazzi. Qui vale lo stesso». L'assessore alla polizia locale, Marco Galandra, è consapevole della gravità della situazione: «L'episodio dell'aggressione si è verificato lunedì, quando noi siamo presenti in massa mercoledì, e nei fine settimana. Questo significa che la maleducazione e il disprezzo delle regole è sempre più diffusa. Certo, Pavia non fa eccezione perchè proprio in questi giorni ho letto, su Repubblica, un pezzo sui disagi della movida a Milano. Ma se continua così, saremo costretti a incontrare di nuovo i gestori dei bar per responsabilizzarli maggiormente». di Fabrizio Merli w PAVIA «Oramai ci sono negozianti che escono e chiedono ai ragazzi di spacciare un poco più in là». Quarto Oggiaro? Zen? Quartieri Spagnoli? No, Pavia, pieno centro storico e, purtroppo, anche alla luce del sole. L'episodio del diciassettenne picchiato perché aveva fatto notare a due ragazzi che gli stavano orinando sulla porta di casa, ha dato la stura al disagio dei commercianti. Almeno di quelli (e sono 250) che aderiscono al Comitato del centro storico. Il presidente, Andrea Mitsiopoulos, rammenta che il problema non è insorto da poco. «A febbraio – dice – avevamo evidenziato il tema sicurezza. Ci avevano detto che era fuori luogo parlare di una cosa del genere per il centro. Oggi la nostra preoccupazione è che questa zona diventi come la galleria Manzoni». Ma cosa accade tra piazza Duomo e via Bossolaro? Lo racconta Barbara Giorgi: «Ubriachi, bottiglie rotte, sporcizia, gente che fa i propri bisogni in strada. Una sera ho dovuto rimanere in negozio fino alle 22: fuori c'erano quattro ubriachi e avevo paura a uscire». I commercianti tengono a sottolineare che non è loro intenzione strumentalizzare la situazione. «Si tratta solo di recuperare un minimo di educazione civica – dice Edoardo Ianco – e di fare controlli. Dove si incontrano così tanti giovani, è giusto verificare la presenza di elementi sospetti. Il problema è che i vigili non intervengono perché non vogliono fronteggiare una massa di persone determinate ad agire in un certo modo. I carabinieri, di notte, hanno una sola pattuglia per un territorio vastissimo. E poi ci sono le telecamere». Un altro tasto dolente. Quella che avrebbe potuto consentire di identificare gli aggressori del diciassettenne, posizionata da un privato, era stata danneggiata la sera precedente l'episodio. «Ma solo in piazza Duomo ce ne sono cinque, di videocamere – prosegue Ianco – e in tutta la città di Pavia sono un centinaio. Visto che le usano per controllare gli accessi delle auto alle zone regolamentate, non potrebbero puntare l'attenzione, per qualche tempo, a piazza Duomo, via Bossolaro e zone adiacenti?». Sì, perché le lamentele arrivano anche per quel vicoletto che unisce piazza della Vittoria a Strada Nuova. Lo denuncia Riccardo Ghelfi: «Viene usato abitualmente per lo spaccio. Ma non è un angolino nascosto di periferia, siamo in pieno centro storico. Più centro di così non si può». Naturalmente, oltre alle rimostranze i commercianti hanno anche immaginato le prossime mosse. «A breve avremo un incontro con il prefetto – dice Ianco – e le parleremo della situazione e della necessità di intervenire. Non solo per le nostre attività commerciali, ma anche per la sicurezza dei nostri figli. La "desertificazione" del centro storico crea le condizioni migliori per l'insediamento della microcriminalità. Poi io ho riferito la situazione al segretario del vescovo, anche perché lo spaccio avviene proprio sotto ai portici davanti al vescovado. Spero che monsignor Giudici intervenga presso le istituzioni. Da parte nostra esprimiamo la massima solidarietà al ragazzo che è stato aggredito e picchiato». Barbara Giorgi rappresenta direttamente i commercianti di via Bossolaro e aggiunge: «L'amministrazione comunale ha organizzato la notte bianca dei saldi. Ma noi potremmo decidere di tenere i negozi chiusi in segno di protesta».