«Le difficoltà si superano insieme»
di Alessandro Cecioni wROMA Superare le difficoltà insieme. Il messaggio che Angela Merkel e Mario Monti vogliono dare al resto dei partner europei è chiaro e lineare: l'asse Roma-Berlino si rafforza. «Si esce dalle difficoltà lavorando insieme», dice Merkel. E Monti, al suo fianco, annuisce. E' lo stesso messaggio che manda José Manoel Barroso, presidente della Commissione europea: «Le istituzioni europee devono lavorare insieme, fare quadrato, per avere risultati vincolanti e stabili». A Roma se qualcuno chiede alla cancelliera di spiegare perché la Germania insista così tanto sul rigore, alla fine la risposta che ottiene è un'ammissione. «Se i nostri vicini in Europa a lungo andare non stanno bene neanche noi possiamo stare bene: è nel nostro interesse che tutti gli altri Paesi abbiano un positivo sviluppo economico altrimenti la Germania non potrà mantenere la sua prosperità». Poi, sia lei che Monti, a proposito delle decisioni prese nel Consiglio europeo della scorsa settimana parlano di «scelte all'unanimità». Così mentre nell'afa di Roma Merkel e Monti si sorridono e stringono la mano, al fresco dell'Aja, il governo olandese fa retromarcia sul no all'anti-spread. «Siamo reticenti, ma non ci opponiamo in tutti i casi», dice il ministro delle Finanze Jan Kees de Jager. A Strasburgo, invece, il Parlamento europeo vota a stragrande maggioranza (501 sì, 132 no e 38 astenuti) una risoluzione sulle conclusioni del vertice in cui si appoggiano le conclusioni del Consiglio europeo e si chiede ai capi di governo di «rispettare subito il loro impegno adottando le misure necessarie per ripristinare la fiducia dei mercati e dei cittadini». A Villa Madama la sintonia fra Italia e Germania appare totale. Monti e Merkel hanno parlato di come «rafforzare la crescita», Monti ha ribadito che il «governo italiano intende continuare sulla strada del contenimento di bilancio e delle riforme strutturali». Di quella del lavoro appena approvata dice che «non ha goduto di buona stampa» perché «svilita dalle parti in causa: una che voleva stravincere e una legata al conservatorismo». Quanto alle misure anti-spread Monti ribadisce che l'Italia non vi farà ricorso perché il deficit strutturale «è al 2%, ovvero la metà della media Ue». Il dato viene dalle previsioni della Commissione e costringerà, probabilmente, a un aggiornamento della previsione contenuta nel Def (1,7%). «Io e Angela lavoriamo bene insieme perché crediamo, lei tedesca e io italiano, a una cosa che si chiama economia sociale di mercato altamente competitiva», dice il premier italiano. «Anche nei giorni a venire – aggiunge la cancelliera – ci saranno altre decisioni. Dobbiamo affermarci sui mercati e dobbiamo scambiarci le nostre esperienze per garantire il lavoro ai giovani, per migliorare le infrastrutture e sostenere le piccole e medie imprese». Sulla disoccupazione giovanile al 36% il giudizio di Monti è drastico: «Dato insostenibile». E a chi gli chiede se la spending review non sia depressiva, risponde secco: «Non credo affatto che riducendo la spesa pubblica improduttiva si riducano le possibilità di occupazione dei giovani». Merkel, poco prima, lo aveva incoraggiato: «Quando sono diventata cancelliera c'erano cinque milioni di disoccupati, ora sono la metà. Ho dovuto prendere decisioni impopolari, ma quando le cose migliorano, e miglioreranno in Italia, anche i giudizi cambiano». ©RIPRODUZIONE RISERVATA