«Valvitalia vittima di un'ingiustizia»
RIVANAZZANO TERME Solidarietà totale del Consiglio comunale di Rivanazzano per quella che il presidente di Valvitalia, Salvatore Ruggeri, ha definito «un'ingiustizia». Ieri all'ora di pranzo l'assemblea ha votato all'unanimità la mozione congiunta a sostegno dell'azienda, messa in difficoltà dallo stop dell'Agenzia della Dogana all'esportazione in Iran di forniture per 40 milioni di euro. Una decisione che come prima conseguenza ha avuto le ferie anticipate per più di 300 operai. Le forniture sono relative a «contratti chiusi nel 2010 prima del'entrata in vigore dell'embargo, approvati dal ministero e che riguardano il settore del gas, non certo il nucleare – ha spiegato in aula Ruggeri - Ringrazio l'amministrazione e il Consiglio – ha aggiunto il fondatore e numero uno del gruppo industriale di Rivanazzano – che sta dando prova di grande solidarietà. Lo stop è stata un'aggressione immotivata: abbiamo ricevuto una telefonata mercoledì sera dall'Agenzia della Dogana che di fatto ha messo in discussione i posti di lavoro e la dignità delle persone». Nel 2008 è stato inaugurato a Rivanazzano Terme uno stabilimento nel quale oggi lavorano in 320. «Abbiamo pagato in questi anni circa 50 milioni di euro di tasse e adesso si mette in forse la mia dignità e la voglia di investire – ha proseguito Ruggeri – in più ci sono 17 milioni bloccati al Monte Paschi di Siena, non autorizzati dal comitato di sicurezza finanziario per pagare i fornitori. Mio figlio in questo momento è a Roma al Ministero per lo Sviluppo Economico per cercare di sbloccare l'impasse». Domani, l'onorevole Luigi Fabbri presenterà sulla vicenda un'interrogazione alla Camerae, mentre il sindaco Romano Ferrari auspica l'intervento delle istituzioni sovracomunali; parole di sostegno all'azienda sono state pronunciate anche dal capogruppo di maggioranza Andrea Degli Alberti il quale ha sottolineato l'importanza della Valvitalia per il territorio «anche per occupazione locale e indotto»; Graziella Zelaschi, capogruppo di minoranza, si è detta pronta «a marciare uniti su Roma se sarà necessario», mentre per Marco Bertelegni «questa battaglia dovrà coinvolgere non solo il Comune, ma anche Provincia, Regione e parlamentari locali». Marco Quaglini