la storia

CILAVEGNA A Milano e Miami ha studiato la pole dance, ora la insegna e si prepara per il terzo campionato italiano, in programma il 6 ottobre a Roma. Sotto i riflettori di quella che, erroneamente, molti chiamano "lap dance" Debora Maida, 36 anni, di Cilavegna, insegnante di educazione fisica, si muove con la naturalezza di chi sa utilizzare il proprio corpo come uno strumento: al palo, perno attorno al quale si articola una coreografia fatta di figure e prese complesse, Debora allaccia i propri muscoli, creando una morsa che sfida la legge di gravità. «Questa è la pole dance – spiega –. Una disciplina che richiede plasticità e preparazione. L'ho scelta perchè ancora non c'è un limite d'età per praticarla. Vengo dalla ginnastica ritmica, e in quel mondo dopo i 18 anni si smette. Qui invece posso provare emozioni da gara indipendentemente dall'età. Fino a quando continuerò a praticare la pole dance? Fino a che il fisico me lo permetterà. A livello amatoriale ci si può avvicinare anche a 60 anni, e sicuramente fa bene a tutti». Debora lavora in tre palestre, tra cui a Robbio e al palazzetto di Parona, e collabora con le scuole della zona. «La pole dance è nata dalla Lap dance – sottolinea –. Titti Tamantini insegnante romana di fitness ha deciso di trasformare la "lap" in una disciplina di fitness. Io ne sono venuta a conoscenza dal Festival del wellness di Rimini. Ho studiato a Milano e in America dove il mondo del fitness è molto avanti: la "pole" viene concepita come disciplina a corpo libero che sfrutta le leggi antigravitarie. E' difficile ma stimolante. Alle allieve piace molto anche perchè lavorano attorno ad un palo che gira come una giostra». Tutte le figure della ginnastica artistica o rimica possono essere utili per realizzare una coreografia di pole dance, mentre la danza serve per aggraziare i movimenti. «Cosa mi piace di più? Sicuramente esibirmi, ma è bello anche assistere ad un esercizio – commenta Debora Maida –. Ci sono molte scuole che utilizzano i tacchi durante le esibizioni, tuttavia dai campionati di pole dance sono stati vietati proprio per prendere le distanze dalla lap dance. Se io li uso? Li indosso o li tolgo a seconda delle situazioni». Il 6 ottobre Debora Maida sarà in prima fila tra le atlete che a Roma si esibiranno al campionato italiano di pole dance. Una bella sfida, considerando che sino ad ora ha affrontato solo gare amatoriali. «Ho partecipato al Festival degli artisti a Vigevano, ma era la prima volta che mi esibivo al palo nella zona di Pavia – racconta –. Era una gara aperta a qualsiasi esibizione. Ho ottenuto un premio dal pubblico e una coppa. Tra le cose che mi danno più soddisfazione c'è l'insegnamento. E' il primo anno che spiego ai ragazzi questa disciplina e ho trovato un buon seguito. A Robbio, ad esempio, una quindicina di bambine segue le mie lezioni di pole dance, e spero di poterle portare ad un saggio». Debora pensa anche alle prossime Olimpiadi. «A Londra la pole dance si limiterà a una serie di stages, competizioni e manifestazioni – conclude –. Questo perchè non è ancora riconosciuta come disciplina olimpica. Si sta lavorando in questo senso. Il mio obiettivo ora è quello di farla conoscere come disciplina ginnica, così che la gente vi si avvicini come se si trattasse di fare jogging oppure pesi». (d.z.)