«Lomellini, arabi e albanesi Qui si è davvero tutti amici»

SANNAZZARO Il locale "multirazziale" per eccellenza è a Sannazzaro il Bar Portone: qui il dialetto lomellino si intreccia con le lingue più varie e la convivenza tra avventori "indigeni" ed extracomunitari è fatto ormai consolidato, percepito come elemento di distinzione. Merito della titolare Azziza Assouli, marocchina, a Sannazzaro da 16 anni, e della sua collaboratrice Nertila Kupi, albanese, in Italia da dieci anni. L'esempio più evidente della multi-etnicità, che è vanto del Bar Portone, sono proprio loro due, affabili, esperte dietro il bancone, pronte a garantire il miglior servizio a qualunque avventore si presenti. Azziza conferma: «Il mio è l'unico locale di Sannazzaro dove è avvenuta l'integrazione tra nuovi e vecchi clienti, dove si parla nordafricano o albanese e dove il dialetto di Sannazzaro, specie tra i più anziani clienti, è ancora parlato. Extracomuntari e lomellini si intrecciano, discutono, condividono. E si va soprattutto d'accordo nel pieno rispetto delle abitudini di ognuno». Anche della cucina? Azziza conferma: «E' stata proprio la cucina una delle leve per arrivare a questo livello di ottima convivenza. Da noi si mangiano i migliori salami della zona, si fanno panini con pancetta e coppa piacentina; accostati ad un flute di chardonnay o ad un bicchiere di bonarda sono ideali per gli spuntini degli avventori locali». E per gli altri? Per i mussulmani? La titolare del Bar Portone precisa: «Pollo, tacchino, salame di manzo. E soprattutto il "bokadios" che è un panino tutto vegeratariano. I nostri clienti di fede mussulmana trovano sempre una risposta, così come quelli di altre appartenenze. Questo mix di offerte gastronomiche multi-etniche si è dimostrato strumento vincente per il nostro successo». Ed eccoci alle bevande. «Per i nordafricani - aggiunge Azziza - abbiamo bevande a base di tè, mente, infusi. Per chi a tavola o al bar beve vino, la bottiglia di vini dell'Oltrepo è sempre pronta». Al Bar Portone c'è anche chi sorseggia, alla moda mediterranea, l'espresso preparato dalla compiacente Tila (simpatico nomignolo della cameriera); caffè con latte per i nordafricani; cappuccio rigorosamente italiano per i locali. Azziza e Tila sono riuscite ad armonizzare una clientela vasta ed eterogenea. La titolare dice con soddisfazione: «Abbiamo internazionalizzato il bar». E come non farlo, visto che la titolare parla ben cinque lingue (marocchino, italiano, inglese, francese e tedesco) e Tila tre (albanese, italiano, inglese)? «Sono in molti a portarci il tagliando del gioco della Provincia Pavese - conclude Azziza - e grazie a queste schede ci siamo stabilmente attestati attorno al trentesimoposto. Sappiamo che in tanti, locali ed extracomunitari, fanno il tifo per noi. Dicono di volerci fare una sorpresa con tanti tagliandi già messi da parte». Come dire: il bello, per il Bar Portone, deve ancora venire… Paolo Calvi