Ancora nervi tesi nel Pdl Nola, voci di dimissioni
PAVIA Una lettera lunga almeno sei pagine per motivare la rinuncia alla carica di coordinatore provinciale. Secondo i bene informati della politica, Carlo Nola sarebbe pronto a dimettersi, stanco di una situazione nella quale non riesce a imporre definitivamente la propria linea al partito. Il diretto interessato, come è ovvio, nega. «Certo – dice – la situazione politica non è delle migliori. Ci sono delle tensioni, ma questo fa parte del peso che un segretario deve portare. Se qualcuno pensa di poter fare ancora il bello e il cattivo tempo, come quando non c'era un segretario eletto da un congresso, si sbaglia». Il riferimento è, evidentemente, alla fase abelliana. Una parentesi che sembrava dovesse essersi conclusa quando, domenica 4 marzo, 3636 iscritti al Popolo della Libertà avevano affidato la responsabilità della guida provinciale a Carlo Nola, togliendola dalle mani di Marco Bellaviti, da sempre fedelissimo sostenitore di Giancarlo Abelli. Sembrava dovesse essere la fine di un'epoca. Invece, nelle ultime settimane, alcuni segnali lasciano intendere una realtà diversa. Il caso più eclatante è stato, senza dubbio quello del blitz all'interno della giunta di Voghera. Il sindaco Carlo Barbieri, senza avere prima concordato una linea con il partito, ha improvvisamente ritirato le deleghe agli assessori Vincenzo Giugliano e William Tura, per sostituirli con Gianpiero Rocca e Giuseppe carbone. Il giorno dopo, dalla segreteria provinciale sono arrivati tuoni e fulmini. Carlo Nola ha fatto sapere di avere scritto ad Angelino Alfano per chiedere che i "ribelli" vogheresi venissero messi fuori dal Pdl. Tra l'altro, Giugliano è stato uno dei più accesi sostenitori di Nola e Pesato in fase precongressuale. Sono bastati pochi giorni, e al brontolio di tuono è seguita una lettera del coordinamento provinciale (all'unanimità) con la quale,l in sintesi, si diceva a Barbieri di non farlo più. A questo episodio, i più avvezzi alla dietrologia ne hanno aggiunti altri. Ad esempio il voto di Mitsopoulos (consigliere di Asm espresso da Pesato) a favore di Claudio Tedesi, da sempre vicinissimo ad Abelli. O, ancora, il fatto che due consiglieri comunali di area pesatiana, come Carlo Alberto Conti e Cristiano Facciotto, abbiano disertato il Consiglio comunale di lunedì scorso. A fronte del sospetto di essersi avvicinato al Faraone, però, Pesato reagisce con una metafora sportiva: «Io sono tifosissimo della Juventus, mentre mi risulta che Abelli tifi per l'Inter. Speriamo solo che l'Italia vinca la finale degli Europei». Netto anche il commento sull'ipotesi di dimissioni da parte di Nola: «Si dimetterà sicuramente – dice Pesato – ma nel 2064». A microfoni spenti, però, c'è chi conferma: «Nola deve riuscire a tenere insieme il partito». E non si tratta di un abelliano.(f.m.)