«Episodio da condannare ma a Pavia sono casi isolati»
PAVIA «Un caso estremo, sembra relegato più all'ignoranza di un singolo che a un atteggiamento generale della città. Non abbiamo molte segnalazioni di intolleranza, anzi tra i giovani c'è una sensibilità crescente». Don Dario Crotti, direttore della Caritas diocesana, lavora su più fronti sul tema integrazione. In carcere, nelle scuole, negli oratori. «Negli incontri che organizziamo a scuola emerge una volontà di ascoltare l'altro – dice il sacerdote –. Proprio in questi giorni stiamo concludendo un'esperienza di un gruppo di giovani in carcere. E notiamo come anche in un ambiente estremo di convivenza forzata non ci siano tensioni tra detenuti italiani e stranieri, non c'è alcun atteggiamento di intransigenza». Dall'assessore alle Pari Opportunità del Comune, Cristina Niutta, arriva una ferma condanna. «E' un episodio inaccettabile – dice – . Noi come sportello antidiscriminazioni, al quale hanno aderito venti associazioni, siamo comunque a disposizione per raccogliere la segnalazione, ma anche per tentare una mediazione tra le parti. Fortunatamente è un caso isolato. Finora ci sono stati segnalati problemi per gli stranieri relativi soprattutto al lavoro, a metà strada tra il mobbing e la discriminazione. Non situazioni violente». (m.g.p.)