Al Corsi di Pavia si gusta "ris e lat", il gelato di una volta

PAVIA "Il nostro gelato è famoso in tutta Pavia e anche fuori". Monica Corsi, trentanove anni lavora da ventun'anni al Bar Gelateria Corsi di via XX Settembre a Pavia, insieme al marito Davide, quarantasei anni. «Mio marito si dedica a preparare il gelato per tutta la mattina – dice Cinzia – io mi occupo invece del bar. Poi nel pomeriggio siamo entrambi dietro al bancone». Inaugurato nei primi anni del secolo scorso, il bar, di fronte alla libreria Feltrinelli, è un locale storico di Pavia. «Non è solo la nostra professione, è anche la nostra vita – sorride Monica – ho iniziato giovanissima e sono ancora qua». Il bar e gelateria ha una clientela molto variegata: dai bimbi agli over 60. «Il nostro è un ambiente familiare. Andiamo avanti così perché stiamo bene». Il bar apre dalle 7 alle 19.30-20, dal lunedì al sabato e chiude la domenica. Racconta Monica: «Iniziamo al mattino con le colazioni per studenti e commesse, quindi verso metà mattina arrivano i pensionati, con cui c'è un ottimo rapporto. A pranzo tornano commesse e impiegati, quindi nel pomeriggio si presentano giovani e ragazzi per gustarsi un buon cono. Alla sera non serviamo aperitivi con happy hour e chiudiamo presto, perché abbiamo già dato quando eravamo giovani e tenevamo aperto sino a mezzanotte. Ora cerchiamo di dedicare più tempo ai nostri due figli. I clienti ce lo chiedono, ma preferiamo chiudere». Il gelato del Bar Corsi è artigianale. «Mio marito lo fa con passione – afferma Monica – l'ultima novità è il gelato "ris e lat". Ce lo ha proposto un cliente ricordando un vecchio gelataio che lo preparava 40 anni fa e Davide si è cimentato con successo. L'altra nostra forza sono i gelati di frutta, tutti di stagione. D'inverno puntiamo sulla cioccolata, ma la proponiamo anche col gelato». «Vorrei ringraziare i clienti – prosegue Monica – : mi hanno incoraggiata a partecipare al gioco e ci portano i tagliandi della Provincia. Progetti per il futuro? Mio marito vorrebbe rimodernare il locale, dargli un po' di colore, un intervento solo estetico, perché all'interno lo spazio è sfruttato al massimo». (m. sco.)