Il regno dello spumante, l'alta Val Versa
SANTA MARIA Santa Maria, Montescano, Canevino, Montecalvo, Golferenzo, Rocca...quando si parla di bollicine, l'Italia non ha niente da invidiare alla Francia: lo dice la qualità del prodotto, lo dicono i numeri delle esportazioni. Se l'immagine dei nostri vini è legata a quella dei nostri territori, il viaggio non può che partire da Santa Maria della Versa , capitale del pinot nero spumante metodo classico e sede della famosa cantina. La strada provinciale che vi conduce ricorda già a Montescano la vocazione delle vigne della zona: la scultura capolavoro del grande e compianto artista pavese Carlo Mo. Commmisionata dalla cantina La Versa (sinonimo da sempre di spumanti top), l'opera in metallo rappresenta una bottiglia d'elite. Immerso nei vigneti in mezzo ai quali e piacevole perdersi passeggiando, l'abitato di s. Maria merita una visita: in particolar modo la chiesa seicentesca, sorta sulle spoglie di una cappella del trecento dedicata alla Madonna Val Versa, dal nome di un'icona dipinta su tavola alla quale la gente del posto attribuiva poteri miracolosi, che ancora oggi si conserva sull'altare maggiore. Dal centro del paese a fondovalle si snodano poi diversi percorsi turistici che - a piedi o in mountain bike - permettono di arrivare fino a Santa Maria del Monte, al Penice, Inoltrandoci nell'alta valle Versa si incontra Montecalvo Versiggia, con il suo imponente castello, abitato tra l'altro anche dalla famiglia del celebre scapigliato Carlo Alberto Dossi Pisani, originario di Zenevredo che in diversi dei suoi scritti ricorda gli anni passati tra quelle colline. Gli amanti di arte e cultura non rimarranno delusi dal panorama e dalla parrocchiale di Sant'Alessandro, del XIV secolo, o dalla piccola pieve medievale della Madonna dell'uva, meta di una tradizionale fiaccolata in tempo di vendemmia. Continuando a risalire lungo il corso della Versa l'approdo successivo è Golferenzo, con la sua la chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola e la rocca fortificata, distrutta nel 1261 nel corso degli scontri che nel medioevo contrapposero Pavia a Milano e Piacenza, ed in seguito rimaneggiata. L'itinerario termina a Volpara, che con il suo arcigno castello dell'XI secolo domina la valle dall'alto della collina. Nel cuore dell'abitato sorge la chiesa dei Santi Cosma e Damiano. L'oratorio ormai sconsacrato del XVII secolo che dal 1999 ha preso il nome di Tempio del Moscato, è la tappa finale del nostro percorso. Non resta che rilassare le gambe magari davanti a un calice di bollicine rigorosamente made in Oltrepo. Raffaele Guazzone