Yara, donna conosce il segreto del killer

di Fiammetta Cupellaro winviata a BREMBATE La chiave per risolvere il caso di Yara Gambirasio è una donna. E' lei che gli investigatori stanno cercando da mesi. Sperano che tra gli oltre diecimila campioni di Dna prelevati, ci sia il suo, quello che completerebbe il profilo genetico dell'assassino della tredicenne di Brembate di Sopra sequestrata il 26 novembre 2010 e lasciata morire in un campo a Chignolo d'Isola. Non è un personaggio secondario di questa tragedia: è la mamma del killer. E' il motivo per cui, anche le donne anziane di un «pezzo» di provincia di Bergamo, sono state invitate da polizia e carabinieri a sottoporsi al test del Dna. La svolta alle indagini di quello che è considerato il caso più drammatico avvenuto in Lombardia negli ultimi anni, potrebbe dunque arrivare dai laboratori della polizia scientifica. Ma non solo. Agenti e carabinieri, impegnati insieme nel «pool anti-mostro» di Bergamo, sono convinti di aver imboccato la pista giusta e stanno setacciando paesi e frazioni alla ricerca di questa donna. L'unica, al momento, che possa portarli all'omicida di Yara. L'obiettivo è di restringere il cerchio delle indagini e supportare le analisi scientifiche con gli accertamenti tradizionali condotti sia con gli interrogatori sia con la raccolta di indiscrezioni. Tutto ruota attorno a Gorno, paese del bergamasco di 1.600 abitanti che domina la Val del Riso, diviso dalla pianura e da Brembate da stretti tornanti. E' qui che, mesi fa, è stato individuato l'uomo che secondo gli investigatori della scientifica è il padre dell'assassino. Il suo profilo genetico corrisponde, in parte, a quello ritrovato sul corpo di Yara. Ricavato dalle tracce di sangue che, per gli inquirenti, possono essere solo di chi ha infierito sulla ragazzina. Si è risaliti a lui tramite suo figlio, un trentenne di Gorno finito nella campionatura di massa fatta nel 2011 per il caso Gambirasio. E' emerso che il Dna del ragazzo corrispondeva a quello del killer per la traccia paterna, ma non per quella materna. In pratica, con molta probabilità, l'omicida di Yara è il fratellastro del ragazzo di Gorno. Un figlio illegittimo del padre, frutto di una relazione extraconiugale di cui mai nessuno, né in famiglia né in paese, aveva mai sospettato. E siccome nella vicenda di Yara tutto è complicato, l'uomo non solo è deceduto nel 1999, ma viene descritto da tutti come «dedito soltanto al lavoro in fabbrica e alla famiglia». Forse, dicono gli investigatori che hanno scandagliato la sua vita fin nei minimi particolari, «si è trattato di una relazione occasionale e lui potrebbe perfino non aver mai saputo di avere un figlio». Agenti e carabinieri in queste settimane hanno sentito i suoi ex colleghi e le ex colleghe per capire se, da una banale confidenza, si possa rintracciare un particolare utile a risalire alla donna. Nulla. Hanno raccolto le storie di figli illegittimi e ragazze-madri, di cui in ogni paese d'Italia si mormora. Nulla. Hanno sentito i servizi sociali del bergamasco, anche gli operatori ormai in pensione. Niente. Il periodo di riferimento preso in esame, è la metà degli anni Settanta e l'uomo ricercato dovrebbe avere circa 35-40 anni. Gli inquirenti sono arrivati a pensare che la donna potrebbe essere una prostituta e non sapere chi è il padre di suo figlio, oppure potrebbe essere morta anche lei. Ma potrebbe anche sapere benissimo che la stanno cercando e che non si trovi più lì. Oppure ha sepolto per sempre quel segreto dietro una nuova vita e non lo confesserà mai. In questo caso, devono trovarla e sottoporla al test del Dna. Qualunque sia la verità, l'assassino di Yara è coperto dal mistero che avvolge la madre. Ma il quadro tracciato dagli inquirenti, se la pista imboccata si confermerà quella giusta, porta anche all'identikit psicologico del killer della tredicenne il cui cadavere è stato trovato tre mesi dopo la morte, il 26 febbraio 2011. «Penso che quel venerdì quell'uomo sapeva cosa fare a Brembate e che forse ci aveva già provato» dice Dino Finolli nuovo questore di Bergamo. Forse non è stato mandato a caso nella provincia dove è stata uccisa la ragazzina tredicenne. Un delitto rimasto insoluto con indagini che sono sembrate spesso in un vicolo cieco. Finolli era nel pool che ha rintracciato i mostri del Circeo, rimasti latitanti per anni. «Voglio trovare chi ha ucciso Yara, qualunque segreto questa storia si porti dietro». ©RIPRODUZIONE RISERVATA