NESSUNA SFIDA È INCERTA COME QUESTA

di STEFANO TAMBURINI Nessuno potrà mai dire con certezza, prima che sia finita la sfida, chi aveva più paura. Fra noi e loro non potrà mai essere una partita normale. Non c'entra frau Merkel con il suo rigore che rischia di spezzare l'Europa, non c'entra nemmeno il loro modo di essere così lontano dal nostro. Non è nemmeno il caso di aggrapparsi ai sette precedenti nelle fasi finali di Europei e Mondiali, dove non abbiamo mai perso. E non è il momento per farci spaventare dal loro cammino spavaldo (le han vinte tutte): come ha avuto modo di sottolineare il ct Cesare Prandelli «non c'è nessuno di imbattibile». Animo azzurri, anche loro sono in undici. E ci temono. Il presidente federale Wolfgang Niersbach – il loro Abete che, a differenza del nostro, di mestiere non fa il collezionista di poltrone – ieri l'ha detto chiaro e tondo: «Se non si vince, non sarà la fine del mondo, siamo arrivati in semifinale negli ultimi quattro tornei. Da qui in avanti è tutto un bonus». Mettono le mani avanti?Può darsi, anche se non è da loro. Certo, sono favoriti. Ma anche essere i migliori non garantisce successi: ogni volta si deve essere i più bravi. E sarà così anche stasera con la nazionale di Prandelli che proverà a farci innamorare ancora di più di una squadra che ha sorpreso tutti, anche i più ottimisti. Se gli azzurri giocheranno come contro gli inglesi – e siamo tutti certi che l'intento sarà quello – dopo dovremo applaudirli comunque. Se siam qui a parlare di questo è già un grosso risultato i cui meriti sono esclusivi del ct, del suo staff e dei giocatori. Ieri c'è stato chi – come il vertice Rai – ha cercato di salire già sul carro dei vincitori non per festeggiare anzitempo ma per attribuirsi meriti (operazione simpatia verso la nazionale) che francamente nessun altro penserebbe mai di espropriare ai veri protagonisti. Ed è stata anche l'occasione per attaccare chi come Fabio Caressa, giornalista Sky intervistato da questo giornale, aveva parlato di «mancanza di nuova scuola in Rai». Un'opinione, neanche fra le più pesanti (fatevi un giro sul web...), sulla quale si è costruito un inconcepibile processo per lesa maestà fino a definire «intollerabili le critiche alle telecronache Rai». Be', se c'è qualcosa che rasenta l'intollerabile sono proprio i programmi Rai su Euro 2012. Quelli sì che non hanno speranza d'esser vincenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA