Dislessia, progetto pilota alla materna
di Anna Ghezzi wSTRADELLA Un progetto di ricerca per vedere se è possibile arrivare al sospetto di dislessia nei bambini già dalla scuola materna. È quello messo in campo dall'assessorato al welfare di Stradella di Piergiorgio Maggi e dalla Commissione consiliare III presieduta da Roberto Aquilani con il dirigente della scuola media primaria e secondaria di primo grado Filippo Dezza e il gruppo anti dislessia della materna. «Siamo partiti dal fatto che il 4 per cento dei ragazzi in età scolare ha un disturbo specifico dell'apprendimento che, se diagnosticato tardi, non può essere "curato", e quindi porta a difficoltà enormi a scuola e poi sul lavoro – spiega Aquilani – Normalmente questi disturbi, come dislessia e discalculia vengono diagnosticati dopo la seconda elementare, ma prima si diagnostica meglio è. Quindi sulla base dei dati raccolti in questi anni dal gruppo anti dislessia della scuola materna, abbiamo analizzato i test di 287 bambini delle materne di Stradella, Arena Po e Portalbera e abbiamo verificato che l'1,82% dei bambini, quelli che hanno ottenuto risultati sotto la media in questi test invariati anche dopo attività specifiche, hanno poi ricevuto nell quasi totalità una diagnosi di Dsa alle elementari». Se ogni anno si facesse questo tipo di intervento, dunque, si potrebbe riuscire a riconoscere prima questo tipo di disturbo, e intervenire per correggerlo. «Dall'anno prossimo – spiega Aquilani – applicheremo questo metodo e anno dopo anno verificheremo se ai bambini con punteggi bassi verranno diagnosticati Dsa. In questo caso potremo affidarci a questo metodo e da subito chiedere l'intervento di una equipe di specialisti: occuparsi di questo problema per l'amministrazione significa dare più equità a un sistema che altrimenti vede l'esclusione di chi non ha le possibilità economiche per aiutare i bambini privatamente». «Grazie al lavoro di monitoraggio della psicologa Laura Forni – afferma il preside Filippo Dezza – e dell'insegnante Raffaella Villa, si sta capendo che dislessia non si manifesta alle medie, ma che è possibile osservare segnali "di allarme" fin da piccoli. Facendo attenzione alle debolezze di ognuno, si può capire come agire in futuro».