Consumi, il 2012 sarà anno disastroso 23 miliardi in meno
ROMA Nel 2012 la flessione dei consumi a livello pro capite potrebbe «raggiungere il 3,2-3,3% in termini reali, un'evidenza statistica che non avrebbe precedenti nella storia economica del nostro Paese». 23 miliardi in meno di spesa, chiariscono i consumatori. È quanto rileva l'Ufficio Studi di Confcommercio, commentando i dati dell'Istat sulle vendite al dettaglio. «Il netto ridimensionamento delle vendite al dettaglio registrato ad aprile, in parte anticipato dall'Indicatore dei Consumi, rappresenta - spiega l'Ufficio Studi di Confcommercio - un fatto eccezionale che conferma come la riduzione del reddito disponibile, compresso dall'incremento della pressione fiscale, determini una forte contrazione dei consumi delle famiglie». Secondo l'associazione dei commercianti, «pur considerando la differenza di giorni lavorativi in aprile, 19 nel 2012 a fronte dei 20 del 2011, le dinamiche registrate nei primi mesi dell'anno rendono sempre più verosimile la previsione di una diminuzione particolarmente profonda dei consumi nell'intero 2012». Per Confcommercio, «questa debolezza della domanda suggerisce quanto sia opportuna una revisione, seppure modesta, di alcuni obiettivi di bilancio, in accordo con i partner dell'eurozona». Allo stesso tempo, aggiunge, «appare urgente la fissazione di modi, tempi ed entità del processo di restituzione fiscale, alimentato sia dai proventi della lotta all'evasione, sia dai risparmi derivanti dalla spending review». Confcommercio ribadisce anche la necessità di «cancellare la manovra sulle aliquote Iva dal novero dei provvedimenti possibili». La contrazione complessiva dei consumi del 2,8% stimata recentemente da Confcommercio significa una diminuzione della spesa delle famiglie pari a 23 miliardi di euro. Lo affermano commentando i dati sulle vendite al dettaglio Federconsumatori e Adusbef, che sottolineano inoltre che «la spending review delle famiglie, sempre dovuta alla diminuita capacità di acquisto, ammonterà nel 2012 a ben 957 euro a famiglia». Secondo le associazioni dei consumatori, il calo del 6,8% dei consumi a maggio rilevato dall'Istat è «l'ennesima testimonianza della gravissima situazione che il Paese sta attraversando». «Un andamento che - proseguono Federconsumatori e Adusbef - non ci sorprende affatto: basti pensare che gli italiani, a causa della drastica riduzione del loro potere di acquisto, sono costretti a tagliare i consumi persino nel settore alimentare (-2,5% secondo le stime dell'Onf- Osservatorio Nazionale Federconsumatori), in quello turistico (secondo le nostre stime solo il 34% degli italiani partirà per le ferie estive), fino ad intaccare persino la sfera della salute: sono ormai oltre 9 milioni gli italiani costretti a rinunciare a curarsi proprio perché non sono in grado di sostenere le spese necessarie». «Sappiamo tutti che è un anno difficile e questo è il momento più difficile, però tutto ciò che si può mettere in moto lo stiamo mettendo in moto». Così il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha commentato a margine di una audizione parlamentare, i dati Istat sui consumi, e l'allarme di Confcommercio per tutto il 2012. Passera non è entrato nei dettagli di fronte alla domanda dei giornalisti se un calo simile della domanda interna possa costringere il governo a rivedere le stime sul pil.