Genzone, derubata da falsi poliziotti

Lotta alla zanzara tigre, multe da 75 a 500 euro per chi non rispetta le regole. In seguito alla comunicazione del «Dipartimento prevenzione medico» della Asl di Pavia, comunicazione nella quale vengono specificate le disposizioni da attuare per il contenimento della zanzara tigre, l'amministrazione comunale di Travacò, tramite ordinanza comunale firmata dal sindaco Ermanno Bonazzi, ha comunicato ai cittadini le corrette norme da seguire per combattere, appunto, questi fastidiosi insetti estivi che, tra l'altro, a causa dell'estate anticipata degli ultimi giorni con temperature da record e afa, hanno già iniziato a disturbare la popolazione travacolina residente nelle campagne e nei boschi situati a ridosso dei fiumi Po a Ticino. Ecco dunque le principali cose da fare : svuotare e pulire i contenitori posti all'esterno ed utilizzati per qualsiasi uso di raccolta di acqua piovana, allo scopo di eliminare le eventuali uova della zanzara; non abbandonare oggetti o contenitori che possono raccogliere e trattenere acqua piovana. I trasgressori saranno multati con sanzione amministrativa che va dai 75 ai 500 euro. CORTEOLONA Ha portato via alcuni spazzolini da denti dall'interno della logistica Dhl. Maria F. una donna romena di 27 anni, abitante a Corteolona è stata denunciata con l'accusa di furto. La vicenda è avvenuta, alcuni giorni fa, alla sede della logistica di Corteolona. La donna lavora per una cooperativa che esegue lavori di pulizia all'interno della logistica. Qualcuno l'aveva notato che prendeva alcuni spazzolini da denti, merce che era in deposito alla sede della Dhl. Sono stati avvisati i carabinieri che l'hanno fermata proprio all'uscita del lavoro. I militari hanno trovato il materiale sanitario che era stato portato via dalla logistica. E così la donna è stata segnalata alla magistratura con l'accusa di furto. Adesso dovrà essere interrogata dal magistrato. La refurtiva, il cui valore non è certo ingente, è stata restituita ai vertici della logistica. I furti nei posti di lavoro sono sempre più frequenti. Nella maggior parte dei casi i bottini sono di lieve entità ma i responsabili vengono quasi sempre scoperti dai colleghi. I casi più eclatanti avvengono negli ospedali dove, a volte, vengono saccheggiati gli armadietti del personale. E i responsabili non sono sempre esterni. Bisogna anche sottolineare che la vigilanza, nei posti di lavoro, sta diventando sempre più stretta. di Adriano Agatti wGENZONE Truffati da falsi agenti con il flessibile. La vittima è Irma Caselli, una pensionata di 89 anni che abita a Genzone in via Roma. I tre sono entrati in casa con la scusa di chiederle informazioni per un furto che sarebbe stato messo a segno in un'abitazione vicina. Mentre uno la faceva parlare, i complici le hanno aperto la cassaforte con un flessibile. La truffa ha fruttato un bottino di mille euro in contanti e di alcuni oggetti preziosi. Complessivamente il bottino è stato quantificato in circa cinquemila euro. I carabinieri della stazione di Corteolona hanno aperto un'inchiesta ma, per il momento, non ci sono tracce dei truffatori. Un colpo che per la dinamica si distingue dagli altri messi a segno, negli ultimi anni, ai danni di pensionati. Irma Caselli era sola in casa. Il figlio, Dino Maini, è andato come al solito al lavoro nella pasticceria che gestisce a Corteolona. La pensionata era sola ma completamente autossuficiente per cui non ci sono mai stati problemi. Probabilmente i truffatori avevano raccolto informazioni su di lei. Sono entrati in casa dalla porta della cucina e si sono qualificati come agenti. La vittima non ricorda se poliziotti o carabinieri. «C'è stato un furto - ha detto uno di loro – e dobbiamo eseguire un controllo anche a casa sua. Dobbiamo guardare nelle stanze». La padrona di casa si è fidata e li ha fatti accomodare. I tre truffatori hanno iniziato a raccontarle storie di improbabili furti. Uno è rimasto in cucina con la pensionata mentre i complici sono saliti al piano superiore (dove abita il figlio) a fare un sopralluogo. Cercavano il denaro e sono stati fortunati. Hanno infatti notato una piccola cassaforte a muro e sono riusciti ad aprirla con un flessibile. Il rumore è arrivato al piano di sotto molto attenuato. «Cos'è questo rumore?», ha comunque chiesto la pensionata. «Non si preoccupi signora - è stata la risposta del truffatore che era rimasto con lei – sono i nostri colleghi che stanno mettendo a posto quello che hanno spostato. Tra poco sarà tutto finito». In effetti è stato così. I complici hanno aperto la piccola cassaforte, hanno preso mille euro in contanti, gli oggetti d'oro e due passaporti. Sono scesi e hanno fatto un cenno al complice. Hanno salutato la pensionata e si sono allontanati velocemente. Irma Caselli è poi salita al piano superiore dove ha visto la cassaforte aperta. Ha subito telefonato al figlio, l'allarme è scattato con la richiesta di intervento ai carabinieri. I militari di Corteolona hanno eseguito un sopralluogo ma i falsi colleghi erano già lontani.