Broni, nuova scuola slittano i lavori «Cerchiamo fondi»
di Simona Bombonato wBRONI La posa della prima pietra risale a maggio dell'anno scorso, alla vigilia delle elezioni. Ma nel bilancio di previsione 2012 non c'è traccia del progetto della nuova scuola elementare che dovrebbe sostituire l'attuale di via Gramsci, dove c'è l'amianto, con un istituto nuovo di zecca da 5 milioni e 700mila euro tra via Eseguiti via San Saluto (circa 10mila metri quadri nella zona dove già sono collocate la materna e il nido, vicino alla cantina sociale nella zona Ovest). «Hanno parlato di una prima tranche da due milioni circa finanziata anche con gli avanzi di amministrazione. Ma quale avanzo che non hanno più un euro e devono esternalizzare dal nido al cimitero per ridurre i costi. Il progetto slitta a oltranza. Il sindaco ha fatto proclami per raccogliere consensi». Ezio Maggi ed Emilio Bosini, consiglieri comunali di Pdl e Lega, vedono nel progetto della nuova scuola una priorità destinata ad allontanarsi a oltranza. Maggi: «Prima delle elezioni avevano fatto persino un appalto provvisorio per celebrare la posa della prima pietra. Oggi non c'è nessuna assegnazione di lavori nè l'ombra di nessun progetto nel bilancio 2012. Per come la vedo io la prima pietra è stata posata al solo scopo di rimediare voti. Altro che spendere i soldi della cessione del parcheggio all'Esselunga per il teatro Carbonetti, rispetto al quale per altro non trovano i soldi per potenziare la rete che dovrebbe andare a servire l'impianto anti-incendio per essere idoneo». «Il sindaco farà la posa della seconda e terza posa – interviene Bosini – A forza di posare pietre la costruirà lui in persona la nuova scuola». Strumentalizzazioni e incapacità a leggere il bilancio, stigmatizza il sindaco Luigi Paroni. «Un mutuo assunto nel secondo semestre – replica – va conteggiato nel bilancio dell'anno dopo. Per procedere all'aggiudicazione definitiva bisognava dare copertura finanziaria al progetto, cosa che è avvenuta con l'approvazione del bilancio il 4 giugno, che prevede l'assunzione di un mutuo. Cerchiamo finanziamenti pubblici e privati per ridurre l'importo. Puntiamo a coprire almeno un terzo con l'avanzo e i proventi delle convenzioni urbanistiche».