«Deputato? No, sindaco» Cattaneo resta e rilancia

Abolire i consigli di amministrazione degli enti pubblici e sostituirli con un amministratore unico. La proposta, fatta a livello nazionale da Benedetto Della Vedova e Flavia Perina, è stata rilanciata ieri a Pavia. Della Vedova, capogruppo alla Camera, ne ha parlato in una conferenza stampa con Niccolò Fraschini, consigliere comunale di Fli. «I conti – ha detto Della Vedova – li ha fatti "Repubblica" e dicono che si risparmierebbero 2 miliardi e mezzo l'anno. Senza contare che si avrebbe una maggiore efficienza e si eliminerebbero scambi e accordi sottobanco della politica». «In Italia – ha aggiunto Fraschini – sono 18mila gli amministratori di società partecipate da enti pubblici. Anche a Pavia proporrò una mozione perché si arrivi a un amministratore unico». di Fabrizio Merli w PAVIA Alessandro Cattaneo si trova pienamente a suo agio indossando la fascia tricolore. In altre parole, smentisce le ipotesi che lo vorrebbero pronto per la candidatura alla Camera. «All'inizio l'ho letta come una simpatica boutade – dice – ma ora credo sia giusto precisare che non è mio interesse andare a Roma. Voglio fare il sindaco fino al 2014 perché sono stato eletto per questo e perché amo molto il ruolo di sindaco. In questa fase è uno dei pochi ruoli apprezzati dai cittadini e che ti consenta di avere un riscontro immediato sul territorio». L'ipotesi di un «onorevole Cattaneo», però, resta coerente con il percorso che ha portato il primo cittadino di Pavia alla vice-presidenza nazionale dell'Anci (l'Associazione nazionale dei Comuni), alla convention che ha lanciato #formattiamoilpdl e a una visibilità nazionale sempre più marcata che, tanto per fare un esempio, si è concretizzata con l'invito a «Otto e mezzo» il programma condotto da Lilli Gruber su La7. «Ma l'ambizione a fare bene il sindaco non vuol dire non fare politica a tutti i livelli. La mia ambizione è sempre stata di dare un respiro più ampio alla città di Pavia, e questo vale anche per la politica. La visibilità che ho, del resto, non sarebbe tale se non avessi alle spalle la solidità del lavoro da sindaco. Per usare uno slogan, vorrei che tutto quanto faccio fosse un'occasione per Pavia, non vivo Pavia come un'occasione per me». Eppure lo spirito dei formattatori non deve essere piaciuto a Berlusconi, che pare li abbia definiti «una decina di ragazzotti». Secondo le ultime rivelazioni, però, il Cavaliere starebbe pensando a un rinnovamento completo del partito. Le due cose non sono in contraddizione? «Io penso che l'elettorato di centrodestra, magari ha votato Grillo per punirci, ma crede sempre a idee forti come la meritocrazia o lo slogan "Meno Stato, più impresa". I temi sono sempre quelli, ma non c'è più credibilità in chi li sostiene. Quindi vale la pena cambiare». D'altro canto, proprio dalla Gruber, Cattaneo ha detto che non voterebbe mai una lista guidata da Daniela Santanché. Resta, da qui alle elezioni, l'incognita Grillo. «Snobbarlo sarebbe un errore – conclude il sindaco – come testimonia quanto accaduto alla sinistra italiana prima con Bossi e poi con Berlusconi. Grillo ha individuato modalità nuove e punta su un approccio molto civico. Il suo punto di crisi è il momento del governo». su Twitter @fabrimerli