Consumi e Pil procapite balzo indietro di 15 anni
di Alessandro Cecioni wROMA Più Europa e più politica. «Alta politica», come la chiama il presidente Sangalli. Confcommercio in assemblea prova a dettare l'agenda al governo che c'è e a quello che verrà. A quello in carica chiede di non aumentare l'Iva nell'ultimo trimestre dell'anno che vede i consumi e il reddito tornati indietro di 15 anni. Al governo che verrà di «continuare ad agire secondo le direttrici maestre del rigore, dell'equità e della crescita». Ma il presidente Carlo Sangalli va anche oltre: vuole che il prossimo Parlamento venga eletto con una nuova legge elettorale, che si superi il bicameralismo con il Senato delle Regioni, che i costi della politica si riducano per pareggiare i sacrifici che hanno fatto tutti gli altri italiani. E vuole che il governo annunci i tempi di una riforma fiscale senza la quale si rischia lo schianto. Riforma fiscale e tagli dei costi della politica. Che vengono richiamati partendo da una citazione di un padre della nostra Repubblica, Luigi Einaudi. «Affinché i contribuenti siano onesti fa d'uopo anzitutto sia onesto lo Stato. Affinché si ricostruisca è necessario che i cittadini abbiano una speranza. Affinché si senta la consapevolezza di essere parte dello Stato, della Regione, della Provincia, del Comune, occorre che Stato, Regione, Provincia e Comune prelevino soltanto la parte del prodotto comune che gli enti pubblici, insieme con i cittadini, hanno contribuito a creare». Parole del 1946, 66 anni fa, che seguono il perentorio «chiedere che non vi siano trattamenti di favore e che quindi il regime di "rigore" si applichi anche al pubblico è davvero un fatto di equità e giustizia», pronunciato da Sangalli. Giù i costi della politica, dunque, e nuova legge elettorale. «Una riforma elettorale che restituisca ai cittadini l'effettiva possibilità di scelta». Per battere l'antipolitica – spiega ancora Sangalli – «serve una politica che abbia la forza, il coraggio, la responsabilità di cogliere l'opportunità del non molto tempo che ci separa dalla conclusione della legislatura per promuovere essa stessa un'autoriforma della politica e dei partiti». Perché intorno ai palazzi del potere c'è un Paese che arranca, che mostra segni di impoverimento e sofferenza diffusi. I dati che si incontrano nella relazione sono drammatici. Il Pil procapite è tornato ai livelli del 1999, i consumi a quelli del 1998. La pressione fiscale è al 55%. L'evasione e l'elusione fiscale valgono fra i 120 e i 150 miliardi l'anno. Ma la gogna mediatica per i commercianti che non consegnano lo scontrino fiscale non va giù al presidente: «L'evasione è il risultato, in via esclusiva o prevalente degli scontrini non battuti? Non scherziamo per favore!». E qui Sangalli chiede di «distinguere fra chi programmaticamente evade e chi, soprattutto in una fase di crisi come l'attuale, le tasse, pur dichiarandole, non ce la fa proprio a pagarle». Le «manovre correttive» ricorda Sangalli, «pesano come un macigno». Fra le strade che si possono seguire c'è quella della valorizzazione del turismo e della cultura, ma anche la «riqualificazione urbana» che da sola vale 133 miliardi di euro. «Ripartire dalle città», dice il presidente di Confcommercio, dalle infrastrutture. Chiedendo al governo che sia sempre mantenuto il confronto, ma anche «una risposta urgente». Il ministro Passera interviene subito dopo e promette tutto l'impegno per evitare l'aumento dell'Iva. ©RIPRODUZIONE RISERVATA